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Enoteche discriminate ingiustamente dal DPCM

Enoteche penalizzate nella vendita delle bevande dopo le 18. Nessuna restrizione invece su alcolici per altri negozi alimentari. Coldiretti dalla parte di Vinarius

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Enoteche contro il Dpcm

Nonostante l’appello dell’associazione enoteche italiane Vinarius tramite una lettera aperta [Link], e malgrado sia stata accolta dall’ On. Andrea Dara il quale si è fatto carico di presentare l’istanza all’interrogazione parlamentare del 20-01-2021 [video], non sono bastate per cambiare un’assurda decisione.

Enoteche sì, supermercati no

Di fatto si vieta alle enoteche, tramite il DPCM, di vendere le bevande alcoliche e analcoliche per asporto dopo le ore 18.00, causando loro una perdita potenziale del 30% sul fatturato giornaliero. 

Un provvedimento che non tocca però i supermercati (GDO) o un qualsiasi negozio di alimentari che non sia un esercizio specializzato nel commercio al dettaglio di bevande (Cod. Azteco 47.25) – per esempio, una gastronomia  può continuare anche dopo le 18.00 a vendere alcolici e analcolici -. 

La protesta

Una decisione alquanto curiosa che ha fatto ulteriormente scatenare le ire degli associati di Vinarius pubblicando la loro protesta nella pagina Facebook in un post che di seguito riporto:

In merito a quanto emerso dall’interrogazione parlamentare che si è svolta questo pomeriggio durante la question time alla Camera, Vinarius ribadisce il proprio disappunto di fronte alla conferma del divieto di vendita per asporto dalle ore 18:00 di qualsiasi bevanda alcolica e analcolica da parte delle enoteche, già previsto dall’ultimo DPCM. 

Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha motivato il provvedimento sottolineando i rischi di possibili assembramenti presso gli esercizi commerciali. Vinarius, come già sottolineato nella lettera aperta inviata sabato 16 gennaio al Presidente del Consiglio, ritiene tale rischio assolutamente infondato in quanto sono sempre state rispettate le rigorose disposizioni di sicurezza previste dai protocolli sanitari.  Riteniamo inoltre fortemente discriminatoria la difformità di trattamento riservato alle attività con codice ATECO 47.25 e 56.3 che vendono bevande alcoliche e analcoliche rispetto agli altri esercizi commerciali, a cui è invece permessa la vendita dopo le 18.00. 

Siamo consapevoli della difficoltà nel gestire una situazione di tale emergenza ma al contempo non possiamo condividere una scelta che sta ulteriormente minando la sopravvivenza delle attività di cui Vinarius si fa portavoce. Ricordiamo che tale chiusura toglie all’enoteca il 30% del fatturato giornaliero. Auspichiamo ora un nuovo passaggio per un ulteriore approfondimento al fine di giungere presto a una rapida risoluzione del problema.

E’ notizia di oggi che anche Coldiretti ha preso posizione schierandosi dalla parte delle enoteche italiane ufficializzandolo in un loro articolo ” Covid: lo stop a 7mila enoteche affossa il vino Made in Italy” [Link]


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