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Scuola, ripresa lezioni in presenza e problema trasporti pubblici: come si è organizzato il Piemonte

I servizi di trasporto in Piemonte sono pronti per la ripresa delle lezioni in presenza delle scuole superiori. Ecco come ci si è organizzati, anche per contenere i contagi

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Il 18 gennaio riprenderanno le lezioni in presenza anche per gli studenti delle scuole superiori del Piemonte. Per questo, la Regione fa sapere che ha messo a punto il potenziamento del trasporto: ogni settimana saranno disponibili 4.300 corse di autobus in più, oltre a 105 autobus aggiuntivi al servizio ferroviario.

Più mezzi pubblici per tutto il Piemonte

Su scala provinciale, sottolinea la Regione Piemonte, si tratta di 1.625 corse in più per i servizi urbani ed extraurbani di Torino, 789 per la Città metropolitana di Torino, 145 per l’Astigiano, 187 per l’Alessandrino, 100 per il Biellese, 622 per il Cuneese, 375 per il Novarese, 115 per il VCO e 256 per il Vercellese.

Valutare le diverse esigenze

La scuola e il lavoro hanno esigenze diverse. Per questo, il piano della Regione è frutto dell’intenso lavoro dei tavoli tecnici provinciali presieduti dai singoli prefetti, che ha individuato la sintesi tra le esigenze della scuola e le possibilità dei servizi di trasporto nell’avvio della didattica in presenza per le scuole superiori al 50% a rotazione.

Risolvere modificando gli orari

L’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi rileva con soddisfazione come «i tavoli guidati dai prefetti abbiano evidenziato che il nodo dei trasporti di tutti gli alunni, sul quale lavoriamo fin dalla scorsa estate, si possa risolvere solo modificando gli orari scolastici» ed evidenzia comunque che «il lavoro con i prefetti non finisce qui, ma proseguirà nelle prossime settimane per verificare la risposta del sistema trasportistico pubblico e affinare l’offerta se dovessero emergere nuove esigenze».

Assicurare i servizi aggiuntivi necessari

L’Agenzia della Mobilità piemontese e l’Assessorato ai Trasporti della Regione hanno lavorato dalla scorsa estate con scuole e aziende di trasporto e dal mese di dicembre con le Prefetture per individuare esattamente le necessità e, di conseguenza, i servizi aggiuntivi necessari. «Sono stati disegnati diversi scenari e proposti i relativi piani realizzativi – spiega Gabusi – Due in particolare quelli proposti: il primo ipotizza una didattica in presenza al 75%, per la quale diventa indispensabile impostare gli ingressi e le uscite su due turni distanziati di due ore; il secondo punta sulla presenza in aula del 50% degli studenti a rotazione. Entrambi gli scenari, approvati dai tavoli, consentono ai trasporti di reggere il flusso di passeggeri inserendo un consistente pacchetto di servizi aggiuntivi, che nel primo caso hanno un costo stimato di 2 milioni di euro alla settimana e nel secondo di 800mila euro».

Centinaia di migliaia di studenti

Per dare un’idea della mappatura dei fabbisogni, escludendo i ragazzi che frequentano le scuole a Torino e utilizzano anche la metropolitana e i tram, gli studenti interessati sono complessivamente 130.000, e 78.000 (60%) quelli che nell’ora di punta usano l’autobus. Tenendo conto della capacità massima media di 35 posti per ogni mezzo, dovuta alla limitazione di carico al 50%, per trasportare i soli studenti sarebbero necessari 2.258 autobus contro i 1.289 oggi impiegati tra urbano ed extra urbano. In considerazione, inoltre, del fatto che gli autobus da noleggio hanno una capacità inferiore, mediamente di 25 posti, gli autobus aggiuntivi da noleggio dovrebbero essere 1.339 per trasportare i soli studenti, senza tener conto degli altri utenti.

Mezzi non disponibili

«Tutti quei mezzi non sono disponibili, né nei depositi né sul mercato – chiarisce Gabusi – Dimezzando il flusso di passeggeri la necessità di servizi aggiuntivi si riduce significativamente e diventa un tema affrontabile sia per la Regione sia per le aziende erogatrici dei servizi. Per quanto riguarda il servizio ferroviaria e metropolitano il discorso è ancora più stringente, poiché non si possono aggiungere carrozze o treni ed è complicatissimo apportare variazioni di orario significative: ecco che dimezzare il carico di passeggeri diventa fondamentale per non lasciare a terra chi ha scelto di usare tali mezzi».

La scorta tecnica

Le aziende di trasporto sono tenute ad avere una scorta tecnica corrispondente al 20% dei veicoli in esercizio, che sono a disposizione per i servizi aggiuntivi e che saranno integrati con autobus a noleggio soprattutto nei percorsi extraurbani. In particolare, GTT può contare su una flotta di 945 veicoli con una scorta di 189 e la possibilità di carico al 50% di circa 55 posti in media (60 sui bus urbani, 57 sui suburbani e 38 sugli interurbani,) mentre tutte le altre aziende hanno 1.289 mezzi circolanti più 258 di scorta e la possibilità di carico al 50% di 35 posti in media (43 sui bus urbani, 37 sui suburbani e 33 sugli interurbani).

Guardare con maggiore serenità alla ripresa della scuola

«Grazie al lavoro portato avanti dai prefetti con tutti i soggetti coinvolti – conclude l’assessore Gabusi – possiamo guardare con maggiore serenità alla ripresa della scuola. Spiace che spesso si sia puntato il dito contro i trasporti pubblici come responsabili del rinvio della ripresa delle lezioni in presenza, quando è noto che sono le esigenze di prevenzione del contagio a determinare le aperture e le chiusure. In questi mesi non è stato perso nemmeno un minuto per individuare soluzioni realistiche nell’ambito di un quadro che cambia di giorno in giorno, tanto è vero che alla riapertura delle scuole, da metà settembre a fine ottobre, sono state realizzate 15.782 corse aggiuntive in tutto il Piemonte. Credo che a questo punto tutti abbiano capito che ognuno ha un pezzo di responsabilità nella filiera della sicurezza: dobbiamo avere tutti un atteggiamento collaborativo, in modo che i mezzi che mettiamo a disposizione vengano utilizzati in maniera uniforme tenendo conto che dopo un primo bus ne seguirà un altro, ed eventualmente un altro ancora, per accogliere tutti i passeggeri in sicurezza. Il sistema di trasporto scolastico è pronto ed è disponibile a ulteriori variazioni se necessario: è desiderio di tutti far tornare in classe i nostri ragazzi, ma non potremo assolutamente derogare alla sicurezza se il quadro epidemiologico dovesse peggiorare. E questo è anche nelle mani di chi i mezzi li utilizza».

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