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Scuola, Azzolina: basta rinvii, si torna in classe il 7 gennaio

La ministra Azzolina per il ritorno a scuola il 7 gennaio, la scuola è stata fin troppo sacrificata

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Scuola, si torna il 7 gennaio

La scuola, secondo la ministra Lucia Azzolina, è già stata troppo sacrificata. Per questo, conferma la volontà del Governo di riaprire il 7 gennaio, e non il 18 come richiesto dai sindacati preoccupati per una possibile terza ondata del virus.

Si torna a scuola

Azzolina ribadisce dunque la determinazione nel non voler più concedere proroghe al ritorno alle lezioni in presenza, come accaduto il mese scorso quando si voleva far riprendere la scuola, ma che si era deciso a continuare con la didattica a distanza su richiesta delle Regioni. Ora, però, sottolinea la ministra, è «arrivato il tempo di tornare in classe».

Polemiche sulla didattica a distanza

Sulla didattica a distanza (DAD) la polemica non muore mai. Anche se non si capisce perché se in altri Paesi funziona egregiamente, in Italia si ritiene non possa sostituire quella in presenza. Se condotta con tutti i crismi, non dovrebbe esserci differenza nelle possibilità di apprendimento, ma se così non è probabilmente è perché in Italia non si è preparati per questo tipo di scuola: vuoi per via della rete Internet non adatta in molte zone del Paese (specie al di fuori delle grandi città); vuoi per la scarsa propensione all’uso dei mezzi tecnologici da parte di alcuni docenti. La cosa che di certo la DAD non può sostituire è la socialità dei ragazzi, che costretti a casa non possono interagire di persona con i compagni, gli amici e, infine, con gli insegnanti stessi.

Prudenza sì, ma non è colpa della scuola

Sebbene la ministra Azzolina assicuri che la linea della prudenza è al primo posto, riguardo la risalita dei contagi però ritiene non sia colpa della scuola, visto che le superiori sono chiude da ormai due mesi. Per questo, se saranno necessarie nuove misure per il contenimento del virus, bisognerebbe rivolgersi ad altri settori che non la scuola, riafferma Azzolina. Staremo a vedere.

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