A Torino arriva il Grissino Solidale

Il 26 settembre 2019 si svolge la I Giornata Regionale del progetto Protezione Famiglie Fragili in Ambito Oncologico: al via Grissino Solidale – Un cibo buono per una buona causa, con la partecipazione di due famosi chef piemontesi: Giovanni Grasso e Igor Macchia. Torino, Asti, Biella, Aosta4 min


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Al via la I Giornata Regionale del progetto Protezione Famiglie Fragili in Ambito Oncologico: “Grissino Solidale – Un cibo buono per una buona causa”. L’evento, si svolge in tutto il Piemonte, con la collaborazione delle città di Torino, Asti, Biella, Aosta. Testimonial due noti chef (stellati) piemontesi: Giovanni Grasso e Igor Macchia. Il programma della Campagna.

Le famiglie alle prese con le malattie oncologiche

Sono più di mille le famiglie seguite dalle Aziende sanitarie e da una squadra di Associazioni, Onlus ed Enti non profit che rappresentano le comunità di parte del territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta con un preciso obiettivo: occuparsi non solo del paziente malato di cancro ma anche dei suoi cari, specie se i bisogni psicologici, assistenziali e sociali si sommano all’angoscia della malattia. Per questo, il Progetto Protezione Famiglie Fragili in Ambito Oncologico ha deciso di istituire in Piemonte e Valle d’Aosta la Giornata Regionale del Progetto e una Campagna di sensibilizzazione con due testimonial d’eccezione appartenenti al mondo del food per rafforzare il progetto nelle due Regioni e per estenderlo a tutto il territorio del Piemonte.

La grande novità

Importante novità è l’istituzione della Giornata Regionale del Progetto Protezione Famiglie Fragili in ambito Oncologico (coordinato dalla dottoressa Silvana Sabbaa), prevista per il 26 settembre 2019. Una giornata che mira a puntare i riflettori sul Progetto con una Campagna di sensibilizzazione sempre più incisiva, ma che ha anche lo scopo di fare il punto sui risultati ottenuti e rilanciare l’azione in vista di nuovi obiettivi. Nato su iniziativa della Rete Oncologica Piemonte Valle D’Aosta (diretta dal dottor Oscar Bertetto), il Progetto si rivolge alle persone per le quali la presenza della malattia tumorale ha significative conseguenze anche sulla vita familiare: i minori per cui il malato è una figura di riferimento, le persone anziane sole o per le quali il paziente oncologico era una fondamentale assistenza, come per chi ha problemi economici, di integrazione, disabilità che vengono peggiorati dalla nuova condizione familiare.

Dove trovi il Progetto

Il Progetto è presente nelle province di Asti, Biella, Torino e da poco Aosta, con le locali ASL che coordinano gli interventi delle dodici associazioni operanti sui territori. Nel 2018 sono stati assistiti 1.067 nuclei familiari, 735 dei quali presi in carico durante l’anno, con il 55% di casi in cui erano più di una le fragilità da affrontare contemporaneamente.
«È sempre più evidente – spiega il dottor Oscar Bertetto, direttore della Rete Oncologica Piemonte Valle d’Aosta – che la malattia tumorale interessa l’intera famiglia, ne cambia gli equilibri, mette a dura prova i componenti delle famiglie fragili, in particolare i bambini. Per questo è nato il progetto e se vogliamo prendere realmente in carico il paziente oncologico dobbiamo cercare di diffonderlo in tutte le realtà del Piemonte e della Valle d’Aosta. È un tema che non riguarda solo il Servizio Sanitario – prosegue Bertetto – perciò prevediamo una giornata che attraverso la vendita del grissino, simbolo del progetto, sollevi l’attenzione delle comunità locali e renda i cittadini alleati della Rete per il suo sviluppo».

Il Grissino Solidale

Per fare ancora di più e soddisfare ancora più bisogni, la giornata del 26 settembre serve anche a chiedere l’aiuto dei cittadini. Succede con la distribuzione del grissino, un alimento buono per una buona causa, che è divenuto il “simbolo” della raccolta fondi a favore del PPFF messo in campo da tutte le ASL e relative Associazioni, Enti e Onlus collegato sul territorio del Piemonte e Valle d’Aosta. Per conoscere le azioni e gli eventi messi in atto sul territorio del Piemonte e Valle d’Aosta  e sostenere il progetto con il grissino solidale, è possibile consultare il sito www.reteoncologica.it.
Non un semplice grissino ma un alimento buono e sano: no farina bianca ma farina non raffinata; no strutto o altri grassi se non olio extra vergine di oliva; nessun conservante e un sacchetto di carta da 250 grammi. Il grissino è stato scelto come simbolo del progetto sia per la sua origine piemontese, più precisamente Torinese, ma anche perché nella sua fragilità contiene qualcosa di buono che nutre e sostiene, così come il progetto vuole essere.

Le origini del grissino

Secondo la storia, le origini del grissino risalgono a poco dopo la metà del XVII secolo alla Corte del duca Carlo Alberto II di Savoia. La sua creazione fu il frutto di una semplice e geniale idea di un medico di Lanzo, il dottor Baldo Pecchio, medico di corte dei conti sabaudi. Il medico ritenne che i disturbi del giovane e gracile duca Vittorio Amedeo II (febbre e disturbi intestinali resistenti a ogni cura fino ad allora praticata) fossero legati all’assunzione del pane mal cotto. Unendo le sue doti professionali a un saggio intuito ordinò al “panataro” di corte di cambiare la foggia e la cottura del pane. Nacque così il pan grissino croccante “bis-cotto” o “grissia” (pane di forma lunga e stretta), facilmente digeribile e assimilabile, che in breve guarì il giovane duca. Questa nuova forma di pane, che dapprima era solo privilegio dei ricchi, andò via via diffondendosi in tutta la popolazione piemontese e attualmente è conosciuta in tutto il mondo. Così, si racconta, nacque il grissino: un’origine emblematica legata a destini regali, auspici della sua fortuna nel tempo.

I testimonial: gli chef piemontesi

Altra importante novità è la decisione di scegliere quali testimonial della propria campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, due rinomati chef piemontesi. Si tratta di Giovanni Grasso e Igor Macchia che, da oltre 20 anni, sono protagonisti del panorama gastronomico piemontese, e non solo. Titolari di “La Credenza”, stella Michelin dal 2006, di San Maurizio Canavese (TO), “Casa Format”, il “RistOrto” di Orbassano e “SP143 Pizzeria Contemporanea” di Tetti Valfrè. I due cuochi metteranno a disposizione professionalità, creatività e sapienza culinaria declinando la propria arte e passione a favore del Progetto Protezione Famiglie Fragili in ambito Oncologico.
«È per noi motivo di orgoglio poter vivere questa nuova esperienza – afferma lo chef Igor Macchia – Sarà stupendo, nel nostro piccolo, rappresentare un territorio che da sempre vive l’impegno scientifico e sociale nella lotta contro i tumori, che, al contempo, rappresenta un’eccellenza nazionale. La sana e corretta alimentazione – prosegue lo chef – sono i primi passi di questo processo che è diventato purtroppo centrale nella vita quotidiana di tutti i giorni. Il Credenza Group metterà a disposizione la propria esperienza al fine di valorizzare e rendere ancora più fruibile il messaggio dell’intero progetto».

Cos’è il Progetto Protezione Famiglie Fragili in Ambito Oncologico

Il Progetto “Protezione Famiglia” nasce a cura della Fondazione FARO di Torino per offrire risposte concrete ai bisogni delle famiglie che si trovano ad affrontare la malattia oncologica e, in alcuni casi, la morte di un famigliare. Nel 2002 diviene un Progetto della Rete Oncologica Piemonte Valle d’Aosta: Progetto Protezione Famiglie Fragili (PPFF), che inizia a estenderlo alle ASL delle due regioni. Il Progetto si rivolge in particolare alle famiglie nelle quali sono presenti elementi di fragilità e che sono per questo particolarmente vulnerabili nel periodo della malattia, al momento dell’eventuale morte del malato e nella successiva fase di elaborazione del lutto.
Sono considerati elementi di fragilità: la presenza di bambini o giovani adulti; la presenza di altri membri colpiti da patologia organica o psichiatrica, da disabilità e/o grave disagio, da tossicodipendenza o etilismo; l’appartenenza a nuclei ristretti e isolati, costituiti dai soli due coniugi, spesso anziani, o impoveriti dalla malattia; l’appartenenza a minoranze sociali con difficoltà di integrazione linguistica e culturale; la presenza di recenti esperienze traumatiche o di perdita. Il Progetto accompagna le famiglie attraverso una rete di supporto psicologico, sociale e assistenziale migliorando la qualità di cura del paziente e supportando l’intero nucleo familiare fragile.

Obiettivo del Progetto

L’obiettivo del Progetto è costruire una rete di supporti psicologici, sociali, educativi e assistenziali, mirati al sostegno delle famiglie fragili che affrontano l’esperienza della malattia tumorale sia direttamente che indirettamente; tali supporti hanno l’obiettivo di integrare e supportare il malato ed i suoi familiari nell’ambito del percorso di cura.

A chi è rivolto il Progetto

Il Progetto è rivolto alle famiglie in cui uno dei componenti sia stato colpito da patologia oncologica, sia nelle fasi delle cure attive, che nella fase terminale della vita.


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