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Dal Comune, al via il Piano di risanamento acustico per il sonno tranquillo dei torinesi

Sonni più tranquilli per i torinesi: approvato dal Comune il Piano di risanamento acustico. Ecco come funziona. Battaglia contro la movida

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Piano di risanamento acustico a Torino
Piano di risanamento acustico a Torino

Il sonno dei torinesi potrà essere migliore grazie al “Piano di risanamento acustico” approvato ieri dal Comune di Torino. Il piano prevede una serie di linee di intervento per ridurre i livelli di rumore notturno, compresi gli schiamazzi e il baccano della movida. In Piano, molto articolato, prevede anche azioni di contrasto alla vendita non autorizzata di alcolici, la sicurezza urbana, operazioni sulla mobilità e la sosta. Sono previsti anche interventi sull’offerta culturale e di riqualificazione.

Non disturbare i residenti

Il Piano, secondo Palazzo civico, prevede un «approccio sperimentale». Questo si baserà su una valutazione periodica del tipo e del grado di disturbo per i residenti, nonché delle sue cause. Una volta che siano emersi eventuali problematiche, sarà istituito un tavolo tecnico composto dalle diverse divisioni del Comune e le Circoscrizioni. Questo permetterà di monitorare le diverse situazioni problematiche e poi, in caso di necessità, procedere per individuare i soggetti responsabili degli interventi in modo da agire in coordinamento.

Le zone di Torino di intervento prioritario

A Torino ci sono zone o quartieri dove è maggiormente necessario e urgente intervenire. Secondo il Piano le prime a essere oggetto di azione sono proprio quelle della movida e, nello specifico, San Salvario (la zona tra corso Dante, via Nizza, corso Vittorio e corso Massimo D’Azeglio); Vanchiglia (zone di corso Regina, via Napione, corso San Maurizio), il centro storico con via Giolitti, via delle Rosine, via Po, piazza Vittorio, via Giulia di Barolo, via Verdi, via Roero di Cortanze, corso San Maurizio. Infine, l’area compresa tra corso Regio Parco, corso Verona e Lungo Dora Firenze. Gli effetti di questo Piano, e se funzionerà, li vedremo tra qualche tempo. Nel frattempo, i torinesi di queste zone sperano di dormire.

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