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Covid 19

Il Piemonte a un passo dall’essere zona gialla: ma l’UE vede rosso… scuro

Il Piemonte potrebbe divenire presto zona gialla, ma dall’Unione Europea si inizia a vedere rosso scuro: la zona di questo colore più restrittivo interessa un italiano su cinque

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UE e zone rosso scuro in Italia

Il Piemonte e i piemontesi già sperano nella zona gialla che, secondo il governatore della Regione, Alberto Cirio, potrebbe essere assegnata già dalla prossima settimana – ovvero i primi di febbraio. Ma se qui vediamo giallo all’Unione Europea invece vedono rosso scuro.

Evitare i viaggi non essenziali

La Commissione europea non solo scoraggia tutti i viaggi “non essenziali” tra i Paesi dell’Unione Europea, ma adesso appoggia la proposta avanzata la scorsa settimana dai capi di Stato e di Governo di istituire delle zone “rosso scuro” in aggiunta a quelle già presenti – verde, giallo, arancione e rosso – nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC).

Fare il test

Sempre secondo la Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe sottoporsi al test Covid, con la sola eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti. A rendere note queste decisioni sono stati i commissari Ue per la Giustizia, Didier Reynders e per gli Affari Interni, Ylva Johansson, durante una conferenza stampa.

Un italiano su cinque in zona Rosso Scuro

Sulla prospettiva di avere delle zone rosso scuro nel nostro Paese, la Coldiretti avverte che quasi un italiano su cinque (18%) per un totale di 10,98 milioni di persone rischia di finire in zona rosso scuro se saranno confermate le proiezioni che inseriscono Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, tra le aree sottoposte all’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Ue.

Misure più restrittive

Sperando dunque che questa cattiva sorte non tocchi anche al Piemonte, secondo quanto emerge invece dall’analisi della Coldiretti per alcune Regioni la situazione non è delle migliori. I dati, basati sul riferimento agli effetti della simulazione sugli ultimi dati raccolti dall’ECDC e risalenti al 17 gennaio scorso, mostrano che se le indicazioni fossero confermate, una componente rilevante della popolazione italiana residente in queste aree considerate ad alto rischio, sarebbe sottoposta a misure restrittive con l’obbligo di prevedere un test prima della partenza e una quarantena all’arrivo – sottolinea la Coldiretti.

Il Nord Est, oltre a essere ad alta densità abitativa è anche una tra le aree più produttive del Paese con una forte propensione all’export e ai rapporti con i mercati internazionali. Senza dimenticare – conclude la Coldiretti – il peso del settore turistico con alcune delle mete più conosciute al mondo come Venezia e i primati dell’enogastronomia. Ci auguriamo non avvenga questo passaggio di colore.

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