Nuovi decreti: le Faq sul Dpcm e del presidente giunta regionale del 22 marzo

Coronavirus Covid-19: approvati i nuovi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte. Ecco tutti i punti e le FAQ per fugare i possibili dubbi2 min


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Nelle giornate del 21 e 22 marzo 2020 sono usciti due nuovi decreti per il contrasto al Coronavirus Covid-19 in Italia e in Piemonte. Sono il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) e del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte. Nuovi decreti, nuove più restrittive misure. Di seguito tutte le novità e le FAQ per fugare possibili dubbi in merito ad alcuni passaggi.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – 22 marzo 2020

Il presidente Giuseppe Conte ha firmato il nuovo DPCM, o Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus Covid-19, applicabili sull’intero territorio nazionale, riporta la nota dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.
Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il testo integrale del Dpcm del 22 marzo 2020, insieme al testo dell’Allegato 1 del Dpcm 20 marzo. Per farlo, fai clic QUI.
Le disposizioni del nuovo Dpcm, come per quelli precedenti, sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
Tra le nuove misure, ricordiamo che da oggi è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Decreto Presidente della Giunta Regionale n. 34 – 21 marzo 2020

Anche in Piemonte è stata decisa un’ulteriore stretta sulle misure necessarie a contrastare in modo decisivo il Coronavirus Covid-19. La decisione, così come preannunciata, è stata decisa il 21 marzo scorso in Regione Piemonte. La nuova ordinanza ha valore anch’essa sino al 3 aprile 2020.
Il provvedimento per la Regione Piemonte, tra le misure principali prevede:
– la stretta sui mercati, che saranno possibili solo dove i sindaci potranno garantire il contingentamento degli accessi e il non assembramento, anche grazie all’utilizzo di transenne e sempre con il presidio costante dei vigili urbani;
– l’accesso agli esercizi commerciali è limitato a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone;
– la chiusura degli uffici pubblici e degli studi professionali, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e indifferibili (oltre alla possibilità di attuare lo smartworking);
– lo stop agli spostamenti verso le seconde case;
– il divieto di sosta e assembramento davanti ai distributori automatici “h24”;
– il blocco delle slot machine e la disattivazione monitor e televisori da parte degli esercenti;
– restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai (dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro);
– dove possibile, dovrà effettuarsi la rilevazione sistematica della temperatura corporea presso i supermercati, le farmacie e i luoghi di lavoro;
– viene disposto il fermo dell’attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico;
– il divieto di assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici.

Per maggiori info si può consulta il testo integrale del Decreto Presidente della Giunta Regionale n. 34 – 21 marzo 2020 facendo clic QUI.

Le FAQ sul decreto della Giunta Regionale del Piemonte, o Domande Frequenti

Sempre sulla pagina dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte sono riportate alcune Faq sul decreto.

1. I professionisti, alla luce dell’articolo 19 del decreto 34 della Regione Piemonte, possono recarsi presso gli studi per esercitare le “attività indifferibili ed urgenti” sulla base di una propria autonoma e insindacabile valutazione coperta da segreto professionale?

Si, ma nel rispetto, comunque, degli obblighi di prevenzione del contagio da COVID 19 previsti dalla normativa attualmente vigente.

2. Al fine di incentivare il lavoro agile, i collaboratori e i dipendenti degli studi professionali, possono comunque recarsi negli studi professionali?

Si, ma i soggetti in smartworking potranno trattenersi negli studi per il solo tempo necessario per il ritiro e la consegna dei documenti.

3. I professionisti possono incontrare i propri clienti presso gli studi?

No, se non nel caso di assoluta necessità, privilegiando comunque la consulenza mediante strumenti di comunicazione a distanza.

4. Il codice 94 previsto nella lista ATECO essenziali: “attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali”, ricomprende le categorie degli avvocati, dei commercialisti, dei consulenti del lavoro?

Si, ma nel rispetto delle indicazioni di cui al decreto 34 e delle precedenti FAQ.

VEDI ANCHE: Aumentano i morti in Piemonte. I nuovi aggiornamenti dalla Regione.

Immagine di copertina rappresentativa. Credit: pixabay-Наркологическая-Клиника

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