La Galleria Iginio Massari di Torino fa uno scivolone sui surgelati

La nota Galleria Massari, la pasticceria di piazza Cln a Torino, è stata "colta in fallo" nel blitz dei vigili1 min


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Chi non conosce la Galleria Massari, la pasticceria di Iginio Massari di piazza CLN, 232 a Torino? Quasi tutti i torinesi, così come gli agenti del Reparto Commerciale della Polizia Municipale di Torino che, ieri, hanno fatto una capatina proprio lì. Non per comprare qualche dolcetto, ma per verificare se tutto all’interno del negozio fosse a norma. Un blitz a sorpresa, ovviamente, come si fa di solito quando si controllano di routine gli esercizi commerciali della città. Ma, in questo caso, qualcosa non è andato nel verso giusto.

Il blitz alla Galleria Massari di Torino

Quello compiuto dagli agenti del Reparto Commerciale alla Galleria Iginio Massari non è stato un blitz straordinario, ma rientra nell’attività che in questi giorni stanno svolgendo per le vie di Torino proprio per verificare che nei locali sia tutto in regola – anche e soprattutto in difesa dei consumatori. Tra le tante infrazioni che vengono spesso riscontrate nel locali c’è la famosa “questione asterisco” – la stessa che due anni fa aveva fatto parlare del bistrot di Antonino Cannavacciuolo di via Umberto Cosmo, 6 a Torino. E così, dopo aver fotografato i menu della Galleria Massari, anche in questo caso pare che ci sia stato un presunto illecito proprio in questi termini.

La questione asterisco e i surgelati

La contestazione mossa dagli agenti del Reparto Commerciale alla Galleria Massari, inaugurata lo scorso ottobre a Torino, riguarderebbe proprio la visibilità dell’avvertenze che informano i clienti circa l’origine degli alimenti in vendita e gli ingredienti – compresi quelli sottoposti alla catena del freddo. In sostanza, è il cartello dove si riporta che alcuni dolci sono o erano surgelati o congelati. E, secondo quanto riportato dagli agenti di Polizia Municipale, ieri questo cartello non era esposto, come invece dovrebbe essere.

Frode in commercio?

Per la Galleria del maestro pasticcere Iginio Massari (che, precisiamo, non risulta indagato) pare si profili l’ipotesi di tentata frode in commercio. Questo perché, non essendo esposto il suddetto cartello, i clienti (consumatori) non sarebbero informati della provenienza degli alimenti in vendita. La mancanza di questo cartello in negozio sembra però fosse dovuta al fatto che si era rotto il piedistallo del porta listino di plexiglass – per cui in quel momento non era al suo posto. Tuttavia, gli uomini del Reparto Commerciale hanno scattato numerose foto di pasticcini, cubetti di crema, crostate e così via conservati nei frigoriferi e freezer. Queste saranno inviate in Procura insieme al cartello sull’origine degli alimenti – che era sì presente nel locale, ma non visibile al pubblico. Come da norma, sarà poi il magistrato competente a valutare la situazione e a prendere eventuali decisioni in merito.

VEDI ANCHE: Bar torinese con escrementi di topo e hashish nelle cucine.

Immagine di copertina – credit: © Iginio Massari.it

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