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Covid 19

Piemonte, parte la task force per rivelare rapidamente le varianti Covid

Il Piemonte prende parte al piano di rilevazione rapida delle varianti Covid indetto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Parola d’ordine, contrastarne la diffusione

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Rilevare le varianti rapidamente

Per contrastare la diffusione delle varianti Covid, che rischiano in breve tempo di vanificare tutti gli sforzi fatti sinora per contenere la pandemia, al via il piano per la rilevazione rapida indetta dall’Istituto Superiore di Sanità. A questo prenderà parte anche il Piemonte. L’intento è mappare il grado di diffusione delle variazioni del Covid-19 in Italia, cosa che prevede l’invio a Roma da parte della Regione di 76 campioni di nuovi positivi riscontrati il 18 febbraio.

È solo l’inizio per contenere l’epidemia

«Questo è solo l’inizio per monitorare il virus in Piemonte. Ci stiamo strutturando per analizzare giornalmente almeno l’1% dei nuovi casi positivi. Alziamo il livello di sorveglianza per garantire il contenimento dell’epidemia», sottolinea in una nota della Regione l’assessore alla Ricerca applicata per l’emergenza Covid-19 Matteo Marnati.

Agire con la massima tempestività

L’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi fa inoltre sapere che «stiamo procedendo su tutti i fronti per agire con la massima tempestività nell’individuazione e nel contenimento delle nuove varianti del virus. La Regione Piemonte è dotata di strumenti operativi adeguatamente specializzati che consentono di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della pandemia, in collaborazione con le autorità sanitarie nazionali. Stiamo facendo una corsa contro il tempo – prosegue – prioritariamente abbiamo l’assoluta necessità di essere messi nelle condizioni di completare la vaccinazione il più presto possibile per limitare la circolazione e la conseguente mutazione del virus».

Al via un provvedimento specifico

Per quanto riguarda le varianti Icardi anticipa che è allo studio «un provvedimento specifico per dare valore giuridico allo strumento statistico ed epidemiologico che già utilizziamo per identificare in modo tempestivo, sulla base di alcuni indicatori, come densità di popolazione, over 60, incidenza dei contagi, le aree del territorio piemontese a maggior rischio di diffusione Covid-19, con il quale abbiamo reso più efficaci il sistema di contact tracing e di effettuazione dei tamponi». In base alle nuove indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, in caso di riscontro di focolai causati da una delle varianti, si tratterà ora di definire attraverso lo stesso strumento la distribuzione territoriale del focolaio e di individuare eventuali restrizioni da adottare (zone rosse). “Un’azione – precisa l’assessore – sulla quale stiamo confrontandoci con sindaci e prefetti piemontesi, in accordo con il Governo, per l’erogazione dei conseguenti ristori».

Individuare in tempo reale le varianti

La decisione di prendere parte al piano è stata assunta da gruppo di lavoro tecnico-scientifico per l’implementazione dell’attività di pre-screening e genotipizzazione del Sars- Cov2, istituito nei giorni scorsi al Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive), coordinato da Giovanni Di Perri e composto da Elide Azzan, Valeria Ghisetti, Emilpaolo Manno, Pietro Presti, Stefano Taraglio, Paolo Vineis e Gianfranco Zulian. Il gruppo ha anche discusso del piano regionale di bio-sequenziamento dei tamponi molecolari, che consentirà di individuare in tempo reale le eventuali mutazioni del Covid-19 circolanti. I dettagli tecnici del piano, che prenderà avvio nei prossimi giorni, verranno messi a punto da un gruppo ristretto costituito composto dai referenti dei quattro laboratori attualmente in grado di effettuare il sequenziamento (Istituto Zooprofilattico, ospedale Amedeo di Savoia, Irccs di Candiolo, Università del Piemonte orientale).

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