Torino città più inquinata d’Italia: 7 volte maglia nera in 10 anni. È Mal’Aria il report di Legambiente

È Torino la città più inquinata d'Italia. L'aria sotto la mole è peggio di quella di Milano o Roma, anche se il capoluogo piemontese è più piccolo. Dal 2010 e sino al 2019 facciamo concorrenza alla Cina2 min


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Torino soffre di Mal’Aria, così come è il titolo dell’ultimo report di Legambiente che affibbia ancora una volta la maglia nera per l’inquinamento alla nostra città. Non solo Torino è la città più inquinata d’Italia nel 2019, ma lo è in generale da ben 10 anni a ‘sta parte. E non è una sorpresa, visto come si è aperto questo 2020 a Torino: con livelli inaccettabili di PM10 che hanno fatto scattare il livello viola e il blocco del traffico – che tuttavia è servito a poco, a quanto pare.

Aria irrespirabile a Torino

Quanto volte abbiamo visto in TV o sui media online foto di persone che girano con la mascherina davanti alla bocca in città mondiali superinquinate come quelle che ci sono in Cina o in Messico – giusto per citarne qualcuna. Forse abbiamo scosso la testa di fronte a tali immagini, ma se continueremo così, ci vedremo costretti nostro malgrado a girare allo stesso modo anche a Torino. I livelli di inquinamento dell’aria, infatti, sono sempre più preoccupanti e in aumento. E non lo dicono soltanto i media o Arpa Piemonte, ma ce ne accorgiamo noi stessi ogni giorno.

Molti giorni oltre i limiti di PM10

Fin dalle prime settimane di questo inizio anno, Torino (così come tuttavia è avvenuto anche a Frosinone, Milano, Padova e Treviso) ha visto superare per oltre 18 giorni consecutivi i limiti di PM10 stabiliti dalle norme europee sull’inquinamento. Per questo si è passati dal codice rosso a quello viola. A Napoli e Roma, i limiti si sono rispettivamente superati per 16 e 15 giorni.
Ma Torino si è guadagnata un altro triste record nel 2019: ben 147 giorni di sforamento del imiti di legge. Nello specifico: 86 giorni per il PM10 e 61 per l’ozono. Con questi numeri Torino si è piazzata in cima alla classifica per il maggior numero di giornate fuorilegge. Seguono Lodi con 135 giorni (55 per PM10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 giorni (65 giorni parimerito per PM10 e ozono).

Sette volte su dieci Torino più inquinata

Secondo il rapporto Mal’Aria di Legambiente, poi, nel decennio 2010-2019 Torino si è aggiudicata per 7 volte su 10 la maglia nera per l’inquinamento dell’aria. Nel totale, il capoluogo piemontese ha segnato 1.086 giorni di inquinamento sopra i limiti. Le città italiane che nel decennio hanno superato ogni anno i limiti sono il 28% di quelle monitorate.

Chi inquina di più?

Nei giorni in cui si è ricorsi al blocco del traffico, in molti si sono lamentati e hanno dichiarato che non sarebbe servito. A quanto pare, infatti, i livelli di PM10 non sono scesi di un granché. Secondo alcuni non sarebbero i mezzi a motore la causa principale dell’inquinamento dell’aria, ma una grande parte la fanno gli impianti di riscaldamento – spesso vecchi e non in regola. E poi c’è l’industria e l’agricoltura, anch’esse accusate di essere causa di inquinamento. Che abbia ragione l’uno o l’altro a questo punto poco importa probabilmente. Quello che invece importa è la salute dei cittadini e dell’ambiente stesso (che poi si ripercuote ancora una volta sui cittadini).

Che fare?

Mentre c’è chi protesta perché i “Grandi” non hanno preso posizione sulle emissioni e il prendere provvedimenti contro l’effetto serra e i cambiamenti climatici, Legambiente fa le sue proposte per rimediare – si spera – a questa situazione dell’aria. Per esempio, suggerisce il potenziamento del trasporto pubblico locale, e il renderlo efficiente, capillare e a Zero emissioni. Questo permetterebbe di ridurre il numero di mezzi privati circolanti in Italia. Altra iniziativa è ripensare le città in una chiave sostenibile, sensibilizzare le persone sul tema e renderle consapevoli per non farsi ingannare della pubblicità. Infine, eliminare i sussidi alle fonti fossili che soltanto nel 2018 erano pari a 18,8 miliardi di euro. I fondi risparmiati potrebbero così essere impiegati nel rendere energeticamente più efficiente il patrimonio immobiliare italiano e promuovere nuove attività sostenibili anche in agricoltura.

VEDI ANCHE: Meno smog a Torino. Ecco il nuovo (e bello) giardino verticale.


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