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Ambiente e Natura

Scoperta in Piemonte la falena che si traveste da vespa

Eccezionale scoperta in Piemonte: in Val Grande è stata osservata per la prima volta la falena che si finge vespa per ingannare i predatori

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Pennisetia hylaeiformis
Pennisetia hylaeiformis, la falena che si finge vespa - credit: wikimedia - siga

La biodiversità in Piemonte si mostra anche così: nel Parco Nazionale della Val Grande è stato osservato per la prima volta un esemplare di Sesiidae, una falena che si “traveste” da vespa per ingannare i predatori.

La scoperta

La notizia arriva da Piemonte Parchi, che ci fa sapere come lo scorso 12 agosto la ricercatrice polacca Marta Skowron Volponi sia riuscita a osservare per la prima volta Pennisetia hylaeiformis nel Parco Nazionale Val Grande. Si tratta di una falena a volo diurno della famiglia dei Sesiidi, che si difende dai predatori “travestendosi” da vespa. I suoi bruchi si alimentano di piante di lampone selvatico. Sulle Alpi sono presenti 54 specie di Sesiidi, molte sono rare o localizzate e alcune non sono più state osservate. In Piemonte sono presenti osservazioni di 11 specie, mentre nel Parco Nazionale Val Grande a ora non era ancora stata segnalata nessuna specie.

Simile a una vespa ma…

La ricercatrice, che si dedica a questo gruppo di lepidotteri da sette anni, ha scoperto come questa e altre specie della stessa famiglia siano simili alle vespe non solo per la colorazione a strisce gialle e nere, ma anche perché di queste imitano le traiettorie di volo e il ronzio. Per osservare i Sesiidi non è sufficiente un retino entomologico, ma si devono utilizzare particolari attrattivi odorosi, chiamati feromoni, che imitano quelli emessi dalle femmine fertili e attirano pertanto individui di sesso maschile.

Dal 2020 al 2023 Marta sarà in Italia per studiare il mimetismo acustico di questo gruppo, ovvero la capacità di questi insetti di imitare il ronzio delle vespe; la ricerca si svolgerà in collaborazione con il Laboratorio di Zoologia del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino. 

I risultati emersi, raccolti da Simona Bonelli, Andrea Mosini, Marta Skowron Volponi, Alessandra Pollo e Alessia Baral, contribuiscono a incrementare le conoscenze sugli insetti impollinatori dell’arco alpino, per cui sono già stati attivati degli studi da parte di molti Enti e Società tra i quali, in Val Grande, l’Università di Torino (DISAFA e DBIOS). Tra le altre specie di impollinatori selvatici censiti quest’anno all’interno del Parco Nazionale Val Grande e tutelati dalla Direttiva Habitat dell’UE vi sono, per esempio: Phengaris arion, Phengaris alcon e Parnassius apollo.

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