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Ambiente e Natura

Il Parco La Mandria avrà un nuovo grande bosco naturale

La foresta del Parco La Mandria cresce: arrivano decine di ettari di boschi da vivere. Migliora così la qualità dell’aria e il livello di biodiversità

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Bosco
Il Parco La Mandria avrà un nuovo bosco naturale

Nell’area di proprietà regionale del Parco La Mandria decine di ettari stanno per diventare un bosco naturale, accanto a quello che è uno degli ultimi lembi di foresta che una volta ricopriva l’intera Pianura Padana, uno scrigno di biodiversità messo in salvo dall’istituzione del parco alla fine degli anni ’70.

Dieci ettari di bosco naturale

Grazie alle risorse messe a disposizione dal Ministero per la transizione ecologica con il bando emesso in attuazione del Decreto “Clima”, l’Ente Parchi Reali, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, ricostituirà un bosco naturale su di un’area di 10 ettari sita in Comune di Druento, visibile lungo la rotta ciclo-pedonale che porta alla Cascina Peppinella. Si tratta – spiega una nota dell’Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali – di un appezzamento acquisito dalla Regione nel 1995 insieme alla “Tenuta dei Laghi”, ove il precedente proprietario, la famiglia Bonomi, coltivava pioppi (detti “clonali”), alberi da tempo maturi e in buona parte già a terra. Purtroppo, la trasformazione del pioppeto in bosco naturale non è un processo che avviene spontaneamente: sotto i vecchi pioppi è cresciuta qualche piantina di specie autoctone come il carpino bianco, il nocciolo, il frassino maggiore e la farnia, ma la rinnovazione viene brucata da cervi e daini, mentre le aree libere da vegetazione arborea vengono rivoltate dai cinghiali. Il grosso della rinnovazione nel pioppeto è peraltro costituito da specie esotiche invasive, soprattutto quercia rossa, di provenienza americana, presente nel Parco a causa di estesi rimboschimenti effettuati negli anni ’30 del secolo scorso. Questa quercia purtroppo ha conseguenze negative sulla fertilità del suolo e sulla biodiversità.

Ricostruire il bosco naturale

Per ricostituire il bosco naturale occorre quindi eliminare i pioppi e le specie esotiche invasive e provvedere a mettere a dimora giovani piante delle specie desiderate che costituiranno il nuovo bosco, infittendo la scarsa rinnovazione di specie autoctone già presenti. Con l’impiego delle risorse messe a disposizione dal Ministero si interverrà su 10 ettari, cui potranno seguire nel tempo ulteriori interventi per completare i restanti 20 ettari di bosco. Lo scopo è la creazione di foreste urbane e periurbane con valenze ambientali e sociali, per la riqualificazione dell’area e il miglioramento dei livelli di qualità dell’aria.

Grandi progetti

Questo progetto fa parte di una più ampia rosa di cinque progetti riguardanti diversi macroambiti (oltre al Parco La Mandria, anche il Parco del Po, e una ventina di Comuni dell’area metropolitana) presentati dalla Città Metropolitana di Torino al Ministero, tutti approvati, nell’ambito di una graduatoria nazionale che ne ha visti accolti 34 in totale in Italia per oltre 14 milioni di euro di finanziamento. I 5 progetti prevedono la messa a dimora complessivamente di circa 70mila alberi di specie rigorosamente autoctone, che fanno parte della zona fitoclimatica della Pianura Padana. I più rappresentati saranno le querce (rovere e farnia), il carpino, l’acero campestre, il frassino, l’ontano nero, i pioppi bianchi, neri e tremoli, il ciliegio selvatico, l’Olmo, il sorbo domestico con aggiunta di specie arbustive come il biancospino, il nocciolo, il maggiociondolo, il viburno, il corniolo ed il sanguinello.

Si tratta ora di procedere con l’elaborazione dei progetti esecutivi e con l’affidamento attraverso procedure di gara semplificate, per un avvio dei lavori che dovrà avvenire entro il prossimo mese di novembre. Oltre ai lavori di riforestazione, dovrà essere garantita la manutenzione e la sopravvivenza delle giovani piante per i primi sette anni di impianto. Intanto, sono appena stati presentati tre nuovi progetti analoghi, su di un nuovo bando nazionale, per proseguire nella direzione intrapresa. Si conferma quindi la volontà degli enti che operano su questo territorio di programmare e attuare quelle strategie di lotta ai cambiamenti climatici previste dai recenti strumenti disposti a livello nazionale.

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