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Trasporti

Hai già visto la nuova tecnologia adottata dalla Metro di Torino? Niente più vagoni strapieni come carri-bestiame

Una nuova tecnologia progettata da Italdesign, e presentata dalla sindaca Appendino, dovrebbe far dire addio alle carrozze della Metro sovraffollate. Il progetto è già attivo un una stazione. Ecco di cosa si tratta e come funziona

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Linea 2 Metro

Avete presente i carri-bestiame? Be’, a certe ore i vagoni della metropolitana di Torino assomigliano proprio a questi, da quanta gente vi è stipata dentro – che a momenti non riesci nemmeno a respirare. È una situazione che si ripete ogni giorno, e che rende difficile gli spostamenti con il trasporto pubblico. Ma, a quanto pare, la Città di Torino non è rimasta indifferente al problema lamentato da molti cittadini viaggiatori. E, difatti, è appena arrivata una nuova tecnologia che dovrebbe proprio evitare questi sovraffollamenti.

Quanta gente c’è a bordo?

Il progetto, sviluppato da Italdesign, dovrebbe dunque evitare di trasformare i passeggeri della Metro in tante sardine. Funziona così: un sistema di sorveglianza indica in tempo reale quanti passeggeri ci sono in un singolo vagone della Metro, quali sono vuoti e quali pieni. In più, grazie a un altro sistema basato su algoritmi e machine learning informa su quanti passeggeri presumibilmente scenderanno alla fermata – dando così modo di sapere dove si sta più comodi o meno.

Al via la sperimentazione

Il progetto è stato avviato in via ufficiale, così come comunicato dalla sindaca Chiara Appendino, nella giornata di giovedì 20 giugno. Per il momento è attivo nella stazione ‘Re Umberto’. Lo si nota subito, perché ci sono delle nuove luci rosse, gialle e verdi poste sopra le porte automatiche di accesso ai vagoni della Metro. La sperimentazione dovrebbe durare un anno, durante il quale i dati raccolti serviranno anche per aiutare GTT a fare delle stime sui flussi di fruizione del servizio.
Questo, ha dichiarato la Appendino durante l’inaugurazione, «è il primo atto pratico di quella Torino dell’innovazione che stiamo cercando di costruire».

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