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Torino che non va

Togliere il Crocifisso dalle scuole. Silvio Magliano: «una proposta senza senso»

Le scuole italiane hanno tanti (e gravi) problemi. Ha senso concentrarsi su un crocifisso?

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Quel Simbolo non parla solo a chi ha fede, ma ha un significato profondo per tutta la nostra cultura. L’idea del Ministro Fioramonti non è né nuova né originale: è solo assurda. Davvero pensiamo che sia questo il problema della scuola italiana? Scrive, in una nota, Silvio Magliano, Presidente Gruppo Consiliare Moderati del Consiglio Regionale del Piemonte.

Togliere il crocifisso dalle scuole, un’idea senza senso

«Siamo alle solite – continua Magliano – ciclicamente, qualcuno in cerca di un quarto d’ora di visibilità ipotizza di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche (o da qualche Aula istituzionale). L’ultimo a provarci è stato il neo Ministro Fioramonti. L’idea è, semplicemente, senza senso e contraria a ogni logica. Quel Simbolo ha un significato profondo all’interno della cultura occidentale e italiana. I problemi della scuola italiana sono tanti e gravi: di certo, nel loro elenco non compare la presenza del Crocifisso nelle aule».

Crocifisso, un simbolo che offende?

«È assurdo pensare che la presenza di quel Simbolo possa offendere qualcuno, in una classe scolastica o altrove. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con una sentenza definitiva, nel 2011 ha sancito che il Crocifisso può comparire nelle aule delle scuole pubbliche italiane».

Una polemica sterile

«Difficile non considerare la proposta e la relativa polemica come sterile, capziosa, strumentale e oziosa. Il Crocifisso, per chi crede, è un elemento fondante della propria fede; per chi non crede è comunque immagine di tanto bene fatto nella storia, e in questo paese in particolare, da parte di persone che in quel valore credevano e credono», sottolinea Magliano.

Un paese che ha dimenticato le proprie origini

«A maggior ragione in un momento come questo, nel quale lo scontro ideologico è aspro e doloroso, un paese che dimentica le proprie origini religiose e culturali rischia di essere più permeabile al radicalismo e all’estremismo. Cancellare le nostre tradizioni, anche religiose, non ci renderà più forti né più capaci di confronto», conclude Magliano.

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