Le terrificanti comunità per minori, dove conta più il denaro che i ragazzi

E' di queste ultime settimane la chiusura della struttura Dafne di Rocchetta Belbo e la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività3 min


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“Sereni orizzonti!” fa pensare alla pace, alla tranquillità, alla sicurezza, ai buoni sentimenti.  Ma quando a chiamarsi Sereni Orizzonti è una holding, considerata il numero uno in Italia per crescita, nella gestione di residenze sanitario assistenziali, allora la musica cambia.

Come cambia

Già! Cambia, poiché il suo amministratore è stato arrestato il 24 ottobre 2019 con l’accusa di truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario di parecchie Regioni, tra cui la Regione Piemonte – anche se dopo tre mesi è tornato in libertà. La Sereni Orizzonti gestisce circa 85 strutture assistenziali per anziani e per minori. Questi ultimi sono costituiti da centri terapeutici e centri rieducativi, che, perlopiù, sono ubicati proprio nel territorio piemontese.

Il Re delle case di riposo

Secondo quanto riportato dai mass mediaLa Guardia di Finanza su disposizione della magistratura ha arrestato Massimo Blasoni, meglio conosciuto come il “re delle case di risposo” quale amministratore della holding “Sereni Orizzonti” di Udine.
Altre otto persone che insieme a Blasoni gestivano un’ottantina di residenze per anziani, soprattutto non autosufficienti, sono finite agli arresti domiciliari.
Si tratta soprattutto di personaggi residenti in diverse località piemontesi: 11 nel Torinese, 4 in provincia di Alessandria,una nell’Astigiano, 2 nel Biellese, 3 nel Vercellese, due in provincia di Novara, e cinque nella provincia Granda [Cuneo].

L’accusa per tutti è di truffa e guadagni illeciti. Avrebbero percepito illegalmente contributi pubblici per oltre dieci milioni di euro. Il provvedimento giudiziario è partito dopo che le fiamme gialle hanno accertato che il personale era sottopagato e obbligato a sopportare condizioni di lavoro disumane.
Secondo le indagini, gli anziani erano tenuti sotto il regime di povertà”.

Ma cosa succede ai minori portati via dalla famiglia

Ma come non sentire un brivido nella schiena a pensare a quello che succede ai minori portati via  alle famiglie, con problemi psichici, trattenuti in strutture carenti e imbottiti di psicofarmaci. Un giornale online, a suo tempo, ha scritto:”Mentre in una comunità per minori in provincia di Cuneo la coordinatrice lamenta che i ragazzi sono tutti calati di peso perché mi danno un budget di 36 euro a settimana per sfamare 10 adolescenti.” Che altro dire.

Chiusa la comunità Dafne

E’ di queste ultime settimane la chiusura della struttura Dafne di Rocchetta Belbo di cui se n’è parlato anche su Torino Fan) e la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Il quotidiano La Stampa titola l’articolo del 29 Settembre 2020 “Sbarre alle finestre e cure che causano tremori” e in prima pagina “Quei ragazzi fragili prigionieri in comunità” e ancora “Una discarica di esseri umani”.

Ma già in passato c’erano state chiusure e incidenti come ad Alice Castello, in provincia di Vercelli, dove una struttura per minori, Domus Alba, è stata chiusa nel 2014. Come scrive La Gazzetta: “Quattro ragazzi e una ragazza. Uno di loro aveva raccontato a un’insegnante che in quella comunità non si trovava bene, veniva picchiato e maltrattato, ha detto, dagli operatori. Come lui, un altro ospite della struttura sarebbe stato percosso e sottoposto a punizioni corporali” e continua “Alla struttura sono stati apposti i sigilli  e gli operatori sono stati fatti uscire.” La Procura di Vercelli ha emesso quattro condanne. All’epoca dei fatti era gestita dalla Nuovi Orizzonti.

Un’altra comunità chiusa

A Pinerolo un’ altra comunità, che fa capo alla stessa holding, denominata Eidos Emma è stata chiusa nel Luglio 2018, dopo che la Commissione di vigilanza dell’ASL di competenza ha rilevato lo stato di abbandono di cinque minori con problemi psichici. Cronaca Qui riporta: “Era una situazione di disagio e abbandono quella che si era venuta a creare nella comunità per minori” “Il sindaco nei giorni scorsi su richiesta della Commissione di Vigilanza dell’ASL ha chiuso il centro”.

Un’altra comunità terapeutica per minori, la Eidos Iris, che ospitava minori dagli 11 ai 17 anni, nel Febbraio 2018 è stata devastata da un incendio e i minori sono stati trasferiti in un’altro CTM nell’astigiano. Stessa sorte per la comunità Eidos Elsa di Scalenghe, che dopo un incendio, scoppiato nell’Ottobre 2017, è stata dichiarata inagibile.

E quelle che “finiscono nei guai”

Anche la comunità La Casa di Duleek, a Torino, finisce nei guai. Scrive La Gazzetta di Massa:  “Il caso in questione riguarda il trasferimento di una minore in carico socio-educativa Il Piccolo Carro di Bettone Perugia alla struttura socio-sanitaria Casa Duleek di Torino. Tale trasferimento secondo la denuncia dei genitori sarebbe avvenuto senza il permesso del Tribunale dei minori e senza avvisare gli stessi  genitori” Il Piccolo Carro ,comunità umbra, nel 2016 era stata al centro di un fatto gravissimo “Da lì sono fuggite due ragazzine,in seguito trovate morte in circostanze raccapriccianti” Inquietante!

Psichiatri a capo…

Altre strutture per minori, gestite dalla Nuovi Orizzonti, sono sparse sul territorio piemontese: Eidos Elsa a Scalenghe, Eidos Diana a Cavagnolo, Eidos Aurora a Rivoli, Eidos Laura a Torino, insomma tutte nel Torinese,  I Direttori di tutte le comunità per minori sono psichiatri. Fa pensare!

Il CCDU è stato fondato nel 1979 ed è una ONLUS italiana in contatto con il Citizens Commition on Human Rights (CCHR) che è stato fondato dallo psichiatra Prof. Thomas Szasz e dalla Chiesa di Scientology e che ha lo scopo di ripristinare Diritti Umani e Dignità nel campo della salute mentale. Tra le molte attività del CCDU c’è quella d’informazione e sensibilizzazione sui temi dell’uso di psicofarmaci sui minori e sugli anziani.

Maria Grazia Scaglione                          7 Ottobre 2020                

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