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Têtes coupées – le teste mozze della Valle Grana di Cuneo: una scoperta

Le teste mozze della Valle Grana di Cuneo, una scoperta e il fascino della storia

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Il mistero delle teste mozze in Valle Grana di Cuneo

Successe in questo tempo nel tempo di alcuni anni fa.
Percorrevo un sentiero nei boschi di castagno, in uno dei miei tanti girovagare tra buie combe e solari creste, tra orridi vertiginosi e pietraie rumoreggianti, della mia Valle Grana. Ed ecco la scoperta.

Un’insolita scoperta

Le ombre degli alberi spogli già si allungavano sul terreno senza neve e la traccia seguita sfiorava una triste borgata abbandonata che odorava di muschio , quando vidi un’anziana donna curva a raccogliere legna secca.
Al mio passare ci salutammo; aveva un viso sereno e un sorriso gentile. Profumava di acre fumo di stufa.
A un certo punto, sentì sotto la suola dello scarpone un “qualcosa” di insolito, duro e tondo: era una piccola palla di legno, in parte vestita di rugosa corteccia.

Il tocco delle Masche

L’anziana donna, mi guardò e mi disse: «quello è il tocco delle Masche».
Mi fece segno, con il suo dito magro e un poco adunco, verso la base di un castagno secolare, dove si scorgevano alcune di quelle strane sfere.
Mi disse che, per gioco, le Masche, nella notte del solstizio d’estate si divertono a toccare i giovanissimi germogli basali dei castagni. Provocando, con il loro caustico tocco infernale, una crescita a forma di palla anziché dei ritti virgulti.

Le chimere di castagno

Tecnicamente queste palline sono particolari “chimere” di castagno, più propriamente denominate “sferoblasti”: gemme dormienti, sviluppate alla base dei tronchi di vecchi castagni, per cause ancora sconosciute.

Le teste mozze

Ripassai tempo dopo da quelle parti ma la natura aveva ormai avvolto quel luogo in un lussureggiante abbraccio selvatico. Peccato.
Scorre il tempo come la sabbia nella clessidra e questo ricordo mi venne in mente nel momento in cui vidi , nell’affascinante cappella Botoneri del nostro santuario di Castelmagno, delle piccole teste scolpite ai suoi angoli superiori: le Têtes coupées – le teste mozze.
Famose e inquietanti sculture di ancestrale influenza gallo-celtica che si vedono ancora adesso scolpite su rari capitelli, su architravi o su pietre infisse nei muri di alcune antiche chiese e case alpine della valle Grana e Maira. Rappresentavano, per le remote popolazioni locali, le teste mozzate ai nemici uccisi in battaglie o scontri armati e appese o infisse su bastoni , per buon auspicio, davanti l’uscio di casa. Secondo l’arcaica credenza queste davano forza e vigoria al nucleo famigliare.

Le Têtes copées

Dunque mi venne l’idea di scolpire quelle sfere, che nel frattempo avevo raccolto, raffigurando delle Têtes copées .
Un oggetto che potrebbe rappresentare il nostro territorio, che possa ricordare il nostro territorio a chi ci viene a trovare.
Un souvenir di valle, identitario.
Lucio Alciati
http://artigianinvallegrana.blogspot.com/

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