Quando “il rimedio è peggiore del male”

Cercare di curare il malessere del vivere con le sostanze chimiche, che siano droghe o psicofarmaci, porta all'abuso e alla dipendenza2 min


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Quando si parla di abuso si pensa immediatamente alle droghe. Le conseguenze di tali abusi sono sotto gli occhi di tutti. Ma più nascosti sono gli effetti di sostanze, prescritte legalmente, che vanno sotto il nome comune di psicofarmaci. Questi, diversamente dai medicinali che curano effettivamente una malattia, hanno semplicemente il potere di sopprimere i sintomi di un malessere, che ritorna quando l’effetto della sostanza si esaurisce.

Una scappatoia temporanea

Come le droghe illegali, gli psicofarmaci non forniscono altro che una temporanea scappatoia dai problemi. Così, per tenere a bada una qualche condizione indesiderata, si finisce col diventarne dipendenti, esattamente come succede con gli stupefacenti. La differenza sta nel fatto che i sintomi dell’astinenza da psicofarmaci vengono attribuiti alla malattia mentale, così come gli effetti collaterali. Quindi se a una persona, che attraversa un periodo di grande ansia, perchè deve affrontare qualcosa che la preoccupa, le viene prescritto un ansiolitico, dopo un certo tempo, ne diverrà dipendente e tale dipendenza e tutti gli effetti collaterali saranno imputati alla sua malattia mentale. Uscirne, a detta di chi l’ha fatto, è un percorso difficile.

Psicofarmaci ai bambini

Purtroppo queste “cure” vengono in molti casi somministrate anche ai bambini per esempio a quelli “vivaci” classificati dalla diagnostica psichiatrica “iperattivi”( dal DSM : ADHD cioè disturbo da deficit di attenzione/iperattività) e non è difficili immaginare quanto possano essere devastanti gli psicofarmaci su un organismo che sta crescendo.

Scrivere e leggere di queste cose può sembrare ad alcuni “fantasioso” “maniacale” “preconcetto” “incompetente”o altro.

La cosa migliore è guardarsi intorno ed osservare tra le persone conosciute la realtà dei fatti.  Le conseguenze di chi usa queste “cure” per risolvere le sofferenze esistenziali della vita sono sotto gli occhi di tutti, esattamente come quelle delle droghe.

A 17 anni imbottita di psicofarmaci

Lena (nome di fantasia) è una ragazza di 17 anni, portata via dalla madre dal Tribunale dei Minori e dai servizi sociali, perchè litigava con la madre, internata in una comunità terapeutica per minori, in Piemonte,mè stata trattata con  psicofarmaci, contro la volontà della madre, per poi risultare alla CTU (consulenza tecnica d’ufficio) perfettamente sana. Per quattro mesi è stata trattata con ansiolitici, senza vedere i suoi famigliari, senza poter comunicare con nessuno, senza cellulare, senza scuola, completamente isolata.Ora sta male.

A 15 anni allontana dalla famiglia

Oppure che dire di Sara (nome di fantasia),15 anni, che avendo un ritardo, dovuto a mancanza d’ossigeno durante la nascita, dopo che i genitori si sono rifiutati di firmare il permesso alla somministrazione di psicofarmaci, è stata allontanata da tutti i suoi affetti, compresi i suoi fratelli, per essere internata in una comunità terapeutica. Ora le vengono somministrati quattro tipi di psicofarmaci, irriconoscibile da quanto è ingrassata.

Le vittime di bullismo

Infine Hilda (nome di fantasia) tredicenne sudamericana,vittima di bullismo, che non è stata in grado di sopportare, pur di non tornare a scuola, beve un flaccone di tachipirina e, dopo una lavanda gastrica, viene mandata in una comunità e sottoposta a pesanti dosi di antidepressivi, ora si taglia le braccia. Il rimedio è stato peggiore del problema.

Le sofferenza morali non sono malattie, sono la vita

La verità è che non esiste un rimedio al malessere del vivere, se non una fuga chimica e che le delusioni, i fallimenti , le perdite, le incapacità, la mancanza di successo, le mille sofferenze morali non sono malattie: sono la vita. Così come non sono malattie la violenza, lo stupro, l’assassinio, la crudeltà, il furto: sono la malvagità. Non vorrei vivere in un mondo dove l’alienazione parentale e l’assassinio fossero considerate “malattie” e trattate alla stessa stregua (anzi ai giorni nostri la prima  finisce col subire una punizione peggiore).

Il CCDU è stato fondato nel 1979 ed è una ONLUS italiana in contatto con il Citizens Commition on Human Rights (CCHR) che è stato fondato dallo psichiatra Prof. Thomas Szasz e dalla Chiesa di Scientology e che ha lo scopo di ripristinare Diritti Umani e Dignità nel campo della salute mentale.

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