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Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione etnica e religiosa: arrestato 45enne

A tutti hanno raccontato storie di guerra: raccontateci quella che vi ha più impressionato, perché la memoria aiuti ad evitare gli errori del passato

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Saranno passati ormai dieci anni, ma me lo ricordo ancora quel vecchietto, nella sala ricreativa di un ospedale, che mi raccontava la sua storia. Io ero lì che aspettavo che finissero di medicare mia nonna, ricoverata per qualche giorno, ma in realtà mi sono trattenuta molto più tempo del dovuto, con questo vecchietto.

La guerra vista con gli occhi di chi l’ha vissuta

Raccontava della guerra, con gli occhi ancora lucidi, come fossero cose successe ieri. Raccontava di quella volta, sul retro di una camionetta, quando scappavano dai soldati fascisti che stavano sparando e si è trovato la faccia imbrattata dal sangue del suo migliore amico, che lì, seduto come sempre accanto a lui, si è preso una pallottola in piena testa. Non l’ha mai dimenticato, dice, né ne ha mai trovato uno migliore. Si chiedeva ancora perché non era toccato a lui. Questione di centimetri.

Come è possibile non avere paura ai giorni nostri?

Ma soprattutto mi chiedeva come può, la mia generazione, non avere il terrore di tutto questo. Forse, dice, è colpa dei film che fanno sembrare la guerra una cosa epica o forse è colpa dei videogiochi, che te la fanno sembrare questione di bravura. In realtà, diceva, non è nulla di tutto ciò. E’ questa l’immagine che ho in mente e ho io il groppo in gola, quando leggo sul giornale che oggi, nel 2019, a pochi passi da Torino è stato arrestato un 45enne per il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione etnica e religiosa: una casa anche ben fornita di stendardi nazisti, la sua.

Una profonda ignoranza

E la consapevolezza che non si tratti di un caso isolato, mi distrugge, perché sono più che convinta che solo una profonda ignoranza possa portare alla nostalgia di un tempo in cui non avevi libertà e morivi per caso, per niente, per la libertà che avresti voluto e dovuto avere di diritto. E questa è e deve essere una constatazione che non conosce bandiere politiche, condivise da sinistra a destra. Perché il passato è in agguato e mai come in questi ultimi anni, il rischio di scivolare in quegli errori, è scuro e minaccioso.

E voi avete una storia di guerra che vi è rimasta particolarmente impressa? Forse per il coinvolgimento nel raccontarla, forse per la brutalità… qui a Torino spesso si invitavano partigiani a raccontare le loro esperienze a scuola e a voi qualcosa ha mai colpito in maniera speciale, per un qualche motivo?
La nostra città è medaglia d’oro al valore militare per l’impareggiabile ruolo svolto durante la resistenza e questo, pur essendo la mia famiglia torinese da solo due generazioni, mi ha sempre reso particolarmente fiera.

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