Seguici su

Il vino è per tutti

No, il vino Bianco no, mi fa venire il mal di testa. Saranno i solfiti?

Sfatiamo questa convinzione diffusa che il vino bianco fa più male del rosso

Pubblicato

il



Da troppo tempo e da troppa gente sento pronunciare un luogo comune che sarebbe ora di verificare e risolvere una volta per tutte. Sfatiamo questa convinzione diffusa che il vino bianco fa più male del rosso o del rosato. La prossima volta che berrete (oppure che osserverete bere chi si lamente del malessere) un bianco, fate bene attenzione in quale modo assumerete la prelibata bevanda. 


E’ vero che il vino bianco fa venire mal di testa?

Di solito il vino bianco fa più gola del rosso, molto spesso lo si beve più velocemente perché è servito a una temperatura fresca intorno a 10 – 12 °C perciò è facile intuire che ha anche una funzione – soprattutto in estate – dissetante, inoltre si è più invogliati a berne più bicchieri (motivato anche dalla temperatura di sevizio) rispetto al vino rosso che contiene sostanze astringenti (tannini) i quali inducono ad una beva più lenta e meno fluida. Un altro tipico atteggiamento di fronte ad un fresco calice di vino color giallo paglierino, è quello di fare qualche sorso abbondante a stomaco vuoto mentre si attende la pietanza da consumare. 

In sintesi, gli effetti di una bevanda alcolica che contiene mediamente da 12 a 14 %vol. assunta con voracità e/o a stomaco vuoto, può provocare facilmente un malessere, il più delle volte riconducibile al mal di testa. 




Il vino, che sia bianco o rosso, è consigliabile sorseggiarlo durante i pasti per una corretta assimilazione della componente alcolica e per una conseguente buona digestione, un argomento affrontato in un altro articolo in questa rubrica di Torino Fan [Qui Link] dedicato alla funzione del bicchiere a forma di calice per il vino.

Ah, lo stavo scordando, e i solfiti?



Fanno male i solfiti nel vino?


Se sei allergico si, altrimenti se non assumi grandi quantità di vino al giorno non sono dannosi alla salute in quanto le quantità presenti di solfiti in una bottiglia di vino sono piuttosto modiche per il corpo umano. Pur non essendo un medico, riporto alcune considerazioni e qualche dato tecnico sulla vinificazione, nozioni oggettive che riguardano la legislazione e normano la produzione del vino.

Il punto di partenza su questo argomento inizia durante il processo produttivo enologico: infatti è nel momento della fermentazione che si forma l’anidride solforosa (So2), è il motivo per il quale troverete la dicitura “contiene solfiti” pressoché su tutte le etichette, perché i solfiti vengono prodotti naturalmente dal vino.


Nel vino i solfiti sono impiegati (aggiunti) come antimicrobici e antifungini oppure per bloccare la fermentazione e agire da conservanti: possono essere aggiunti fino a 150 mg/l nei rossi, fino a 200 mg/l nei bianchi, 250 mg/l nei dolci e 400 mg/l nei vini passiti (fonte: gazzetta ufficiale europea ). Nei dolci e passiti la concentrazione di anidride solforosa è più elevata perché non tutti gli zuccheri si sono tramutati in alcool, di conseguenza c’è un elevato rischio di rifermentazioni in bottiglia.

Riconducendo l’argomento al mal di testa, alcuni hanno pensato bene di attribuire il malessere al vino bianco perché ne potrebbe contenere più del rosso ma queste sono quantità variabili pressoché irrisorie.


É raro vedere una bottiglia che non contenga solfiti (ricordo che vengono creati naturalmente) perché la legislazione dell’Unione europea impone di indicare sulle etichette alimentari “contiene solfiti” (senza specificarne la quantità) quando eccedano i 10 milligrammi per chilogrammo o per litro ( fonte: EFSA European Food Safety Authority [Link] ).

Per chi è sensibile a questi temi, in commercio esistono produttori che si avvalgono di una scritta in etichetta che recita “non contiene solfiti aggiunti” accanto a “contiene solfiti”  appunto perché si vuol rimarcare il fatto che in bottiglia c’è solo l’anidride solforosa – che supera 10mg/l – prodotta naturalmente durante la vinificazione.


Da consumatore l’unico appunto che vorrei fare alla normativa europea è quella di far introdurre in etichetta la quantità di solfiti presenti in una bottiglia, un’informazione importante per gli allergici, perchè da 10mg/l a 400mg/l mi pare che ci sia una differenza sostanziale, anche se non è un problema per maggioranza delle persone che assume il vino moderatamente.

In sostanza, vino bianco, rosato o rosso nelle componenti chimiche sono uguali o perlomeno si differenziano di pochissimo, perciò se non tollerate il bianco, vorrà dire che non reggerete nemmeno le altre tipologie di vino.

Per precisazioni o incomprensioni scrivetemi attraverso i commenti dell’articolo o qualsiasi altra piattaforma Social a me riconducibile.

Continuate a seguire questa rubrica “il vino è per tutti” per capire il mondo del vino con parole semplici.


Per saperne di più ti invito a visitare il blog vinoamoremio.it oppure la pagina Facebook  / Twitter  / Instagram  @vinoamoremio





[zombify_post]
Tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending