Dall’università un metodo alternativo di impollinazione che utilizza…farfalle!

Oggi una delegazione greca arriverà a Torino per osservare i risultati della ricerca ed importare l'innovativo metodo di impollinazione. 1 min


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Quanti di voi hanno paura di api/vespe/calabroni?

Effettivamente, fra imenotteri (la famiglia delle api, insomma) ne esistono anche di molto pericolosi e per alcuni casi si possono verificare complicanze serie dopo una loro puntura, dovuta a reazioni allergiche. Ci sono anche casi di cronaca di persone morte dopo aver disturbato un alveare ed essere stati punti ripetutamente.

Io faccio parte delle persone che ne hanno paura, per una brutta esperienza da bambina in cui sono stata inseguita da un alveare arrabbiato che avevo disturbato, cresciuto all’interno di un tubo metallico e che non potevo dunque vedere.

Tuttavia è assolutamente vero ciò che dicono gli ambientalisti: le api e compagnia sono essenziali per la vita sulla terra in quanto a loro fa capo la grandissima parte dell’impollinazione che permette lo sviluppo dell’agricoltura e la buona riuscita dei raccolti. Dunque, anche se a volte mortali, non possiamo pensare di farne a meno, anzi, negli ultimi anni abbiamo assistito alla progressiva diminuzione degli esemplari che ha giustamente allertato gli esperti.

Ebbene, in un quadro di studi europei per cercare soluzioni al problema, l’università di Torino si sta nettamente distinguendo per efficienza nella ricerca e proprio oggi una delegazione di esperti dalla Grecia verrà ad esaminare i risultati dell’impollinazione operata in questo studio esclusivamente da… farfalle. Sullo sfondo degli Orti Generali, in strada Castello di Mirafiori, verrà loro raccontata l’attività di biomonitoraggio delle farfalle. Il primo passo dei ricercatori è stato quello di inserire sul terreno da coltivare piante che favorissero la presenza di questi insetti. Poi hanno osservato il loro comportamento, con un occhio di riguardo per l’impollinazione. Insomma, le api, sono state di fatto spodestate.

I risultati sembrano comunque incoraggianti e insomma, a chi non piacciono le farfalle? Lo stesso esperimento verrà condotto anche sulle colline della Grecia, nella speranza di ottenere gli stessi incoraggianti risultati. L’unico problema alla sostituzione completa è che le farfalle sembrano nettamente prediligere alcune colture rispetto ad altre, ma per ora questa appare un’importante risposta alla diminuzione di imenotteri nel Mondo.

Chissà, magari il futuro sarà proprio delle farfalle!

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