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Scuola in sicurezza? Mica tanto. Studenti assembrati agli ingressi e non solo

Iniziata la scuola, ma non proprio in sicurezza. A Torino, studenti assembrati agli ingressi e sui mezzi pubblici come bus, tram e metro è andata anche peggio

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Scuola e covid

TORINO – Sulla carta e stando alle dichiarazioni dei politici doveva essere un inizio dell’anno scolastico con la riapertura delle scuole in tutta sicurezza. Ma le cose pare non siano andate proprio così. Infatti, sono numerose le testimonianze di docenti e genitori che hanno detto come, invece, all’esterno delle scuole superiori torinesi fossero centinaia gli studenti ammucchiati che attendevano di entrare – nonostante gli ingressi scaglionati.

Il posto più sicuro

La ministra Lucia Azzolina ha dichiarato che «la scuola è il posto più sicuro di tutti». Ma, vedendo come si è aperto l’anno scolastico, il dubbio nasce spontaneo. Gli assembramenti, il sostare molte ore in un ambiente chiuso tutti insieme (dove il virus può diffondersi al meglio e non c’è mascherina che tenga) e altre situazioni promiscue potrebbero far sì che si verifichino nuovi contagi. E così, quando poi si vedranno arrivare i primi, inevitabili, casi di Covid nelle scuole, allora vedremo cosa risponderà la ministra. Sempre che poi la situazione non sfugga di mano.

Una situazione disastrosa

La verità è che, come ha commentato qualche insegnante, la situazione è disastrosa (almeno in questo primo giorno). Senza contare quanto è accaduto sui mezzi pubblici: qui, diversi studenti, hanno raccontato che non c’era il rispetto della distanza, mascherine sul mento e altri comportamenti poco rispettosi delle norme di sicurezza. Stessa cosa davanti agli istituti, dove molti studenti tenevano la mascherina giù, per poi alzarla soltanto quando entravano. E poi caos negli ingressi: in alcune scuole diversificati; in altre no.

Genitori allibiti

Molti i genitori allibiti da quanto vedevano. In alcune scuole è andata meglio, mentre in altre peggio. C’è chi è rimasto interdetto da quanta confusione in merito alle precauzioni: a casa si è cercato in tutti i modi di prevenire, mentre qui c’è il serio rischio che tutto sia stato vano. E se un rischio zero non esiste – come dichiarato dall’assessore regionale Elena Chiorino – non facciamo in modo che anche la prevenzione sia del tutto azzerata, perché una volta che esploda di nuovo il caos non si torna indietro. E, infine, per i bambini e ragazzi che si ammaleranno (senza contare che potranno contagiare anche i familiari) chi pagherà? Chi si assumerà la responsabilità?

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