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Riapertura Scuole, Cirio contro Draghi: «I patti vanno rispettati»

«Il Consiglio dei Ministri scrive un numerino, ma quel numerino si ribalta sulla vita della persone»: Alberto Cirio, presidente del Piemonte, parla della riapertura delle scuole

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Screenshot dal profilo Facebook di Alberto Cirio

TORINO – «Condivido l’impostazione di Draghi su alcune tematiche, non condivido il fatto che sull’apertura delle scuole un accordo fatto in Conferenza delle Regioni il giorno prima sia stato di fatto modificato dal Consiglio dei Ministri. Perché il Consiglio dei Ministri quando scrive 60 o 70% ha finito i suoi problemi scrivendo quel numerino, ma quel numerino si ribalta sulla vita delle persone». Ad affermarlo, intervistato da Massimo Giannini sull’online del quotidiano La Stampa, è il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a proposito della riapertura delle scuole da lunedì.

I patti vanno rispettati

Cirio ricorda: «In Conferenza delle Regioni, alla presenza dei ministri Gelmini, Lamorgese, Bianchi e Giovannini, abbiamo concordato una linea, e abbiamo scritto 60% ma tendente al 100% perché noi vogliamo rimandare tutti a scuola, ma in sicurezza. E abbiamo anche detto mandiamo al 100% il primo e l’ultimo anno delle superiori. Se questo viene cambiato è un problema – sottolinea Cirio – e tutte le Regioni e le prefetture, che hanno competenza sui trasporti, si sono trovate stamattina a doversi riconvocare per cambiare questo numerino. Questo è un esempio di come quello che si decide chiusi in un palazzo di Roma poi ha effetti nella vita reale. Cambiare questo numerino – conclude – è un cambio reale e sostanziale, oltre a essere un problema di metodo, perché i patti vanno rispettati». 

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