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La risposta di Scientology alla pandemia

Pochi grammi di prevenzione valgono una tonnellata di cure

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Scientology e la pandemia

In un libro la risposta delle chiese di Scientology al contagio da coronavirus. Rosita Šorytė, autrice di numerosi articoli e capitoli sulla libertà di religione e sulle iniziative umanitarie ispirate da fedi religiose, dedica un libro alle attività degli scientologi per contrastare la diffusione del Covid-19.

L’opera umanitaria

È raro che gruppi religiosi minoritari sia dato credito per la loro opera umanitaria e alcuni oppositori hanno perfino approfittato della situazione per diffondere dicerie secondo le quali non sarebbero allineati a ciò che si ritiene necessario per fermare il contagio.

le precauzioni contro i contagi

In realtà, tutte le chiese di Scientology hanno rapidamente adottato precauzioni all’avanguardia per scongiurare il pericolo e, come seconda risposta collettiva, gli scientologi hanno distribuito in tutto il mondo milioni di opuscoli che spiegano come  attuare protocolli efficaci per aumentare l’igiene, usare mascherine, guanti e anche per sapere cosa fare in caso di contagio. In Italia, alla fine del 2020, più di 500 Ministri Volontari di Scientology hanno distribuito oltre 230.000 opuscoli a più di 3400 negozi, supermercati, bar, aziende, gruppi religiosi e istituzioni pubbliche nel tentativo di arginare la diffusione del Covid-19.

Mantenere se stessi e gli altri in buona salute

In linea con il pensiero di L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, secondo il quale “Pochi grammi di prevenzione valgono una tonnellata di cure”, la Chiesa di Scientology Internazionale ha messo on line il “Centro Risorse per la Prevenzione” col fine di fornire informazioni basilari su ciò che ognuno può e dovrebbe fare per contribuire a mantenere se stesso e gli altri in buona salute.

Scientology e la pandemia

Il libro

Il libro di Rosita Šorytė, “Scientology e la Pandemia 2020” è edito da Forb-Press. Sull’autrice: Rosita Šorytė è entrata a far parte del Ministero degli Affari Esteri della Lituania nel 1992 e ha lavorato per 25 anni come diplomatica, tra l’altro presso l’UNESCO a Parigi e le Nazioni Unite a New York. Nel 2011 è stata rappresentante della presidenza lituana dell’OSCE presso l’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (Varsavia). Nel 2013 ha presieduto il Gruppo di Lavoro dell’Unione Europea sugli Aiuti Umanitari per conto della presidenza pro-tempore lituana dell’Unione Europea. È presidente dell’Osservatorio Internazionale della Libertà Religiosa dei Rifugiati (ORLIR) e  membro del Comitato Scientifico della European Federation for Freedom of Belief (FOB).

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