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Titoli di Stato: analisi delle diverse tipologie

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Titoli di Stato
Titoli di Stato (© Depositphotos)

Avete deciso di investire e il vostro consulente finanziario vi ha consigliato di puntare sui Titoli di Stato, ma non sapete di cosa si tratti?

I Titoli di Stato sono delle obbligazioni emesse da specifici Dipartimenti o Ministeri e utilizzate per finanziare iniziative di vario genere.

Chi decide di effettuare questo tipo di investimento, si trova a dover scegliere tra una vasta gamma di prodotti, sia italiani sia esteri; non solo l’Italia infatti, ma anche numerosi altri Stati, come la Germania e la Francia, emettono bond di stato.

Per capire su quale puntare, oltre a seguire i consigli del proprio consulente finanziario, è possibile affidarsi a blog di settore; in questo articolo, ad esempio, vengono fornite tutte le informazioni tecniche relative ai BTP 2072.

Di seguito analizzeremo le diverse fasi di un investimento in titoli di stato.

Diverse tipologie di investimento in titoli di stato

Il primo passo da compiere per effettuare un investimento in Titoli di Stato consiste nell’individuare lo strumento finanziario che meglio si adatta alla propria situazione finanziaria.

La scelta, meglio se guidata da un professionista, deve tenere conto di vari parametri, tra i quali:

  • lo Stato emittente: benché questa tipologia di strumento finanziario sia considerata tra quelle più sicure, il livello di rischio varia in base alla stabilità interna dello Stato emittente;
  • la durata del titolo: in base ai propri obiettivi, è possibile optare per titoli che consentano di effettuare investimenti a breve, medio o lungo termine;
  • il tipo di profitto: a seconda del prodotto scelto, si potranno ottenere scarto di emissione, cedole periodiche e premi fedeltà.

Tra gli altri parametri utili da prendere in considerazione rientra l’indicizzazione all’inflazione.

Acquisizione diretta o Fondo Comune

Per investire in Titoli di Stato, è possibile acquistare direttamente le obbligazioni di proprio interesse oppure puntare su Fondi Comuni che includano, nei propri pacchetti, questa tipologia di strumento finanziario.

Nel primo caso l’acquisto potrà essere effettuato, attraverso un intermediario autorizzato, sul mercato primario, partecipando all’asta, oppure su quello secondario. L’acquisto sul mercato primario non prevede il pagamento di commissioni al soggetto intermediario, mentre quello su un mercato secondario, consistente nello scambio di titoli tra investitori, può prevedere costi di commissione variabili.

Nel secondo caso l’investitore dovrà acquisire, anziché i Titoli, una o più quote del Fondo Comune di Investimento scelto, il quale potrà includere nel portafoglio, oltre alle obbligazioni statali, anche altri tipi di bond e delle azioni.

Titoli di Stato italiani: quali sono

Chi desidera investire in Titoli di Stato emessi dal Dipartimento del Tesoro italiano, può scegliere tra strumenti a breve termine, come i Buoni Ordinari del Tesoro o i Certificati del Tesoro zero coupon, i quali prevedono solo il profitto dato dallo scarto di emissione, o per strumenti a medio o lungo termine, come i Certificati di Credito del Tesoro e i Buoni del Tesoro Poliennali, i quali, oltre allo scarto di emissione, prevedono anche cedole semestrali e, in alcuni casi, premi fedeltà.

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