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Economia

Italiani stremati dalla crisi e a Sanremo, con i soldi dei cittadini, offendono la Fede e la nostra storia

Dura replica a quanto avvenuto a Sanremo, per il Festival, dove sarebbero state offese la Fede e la storia, mentre gli italiani sono stremati dalla crisi si sono spesi milioni di euro dei cittadini

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Festival Sanremo 2021
Festival di Sanremo 2021 - Credit: Rai

Sanremo e il suo Festival della Canzone Italiana sotto la dura replica di Silvio Magliano, che condanna il comportamento di alcuni ospiti e la spesa di milioni di euro – soldi dei cittadini – mentre gli italiani sono stremati dalla crisi.

Offese la Fede e la storia degli italiani

«Achille Lauro ridicolizza duemila anni di tradizione e storia, Fiorello indossa una corona di spine: non è questo il compito del servizio pubblico, non è così che vorrei vedere spesi milioni di euro mentre nel nostro Paese i nuovi poveri superano i 600mila in un anno di pandemia. – commenta Silvio Magliano, Capogruppo Moderati in Consiglio Comunale di Torino e in Consiglio Regionale del Piemonte – Non siamo di fronte a libera espressione artistica: deturpare i simboli del Cristianesimo è solo volgarità e violenza. Vorrei sentire anche in questo caso lo stesso sdegno che si alza per una desinenza maschile o femminile o per uscite giudicate sessiste, omofobiche, lesive della sensibilità di altre religioni (o della suscettibilità di chi si sente offeso dalla presenza di un crocifisso o di un presepe). Per la sensibilità dei cristiani, invece, che fino a prova contraria sono la realtà religiosa maggioritaria nel nostro Paese, il rispetto non deve più valere?».

Quanti soldi spesi

«Sarei curioso di vedere i contratti che hanno remunerato, coi soldi del canone, questi “prodotti artistici” sanremesi. Amadeus, che sul palco si fa il segno della Croce, e Fiorello hanno in mente uno “spettacolo” simile anche per il prossimo anno? – si domanda Magliano – Sappiano che ne facciamo volentieri a meno. Grazie a Monsignor Suetta, Vescovo della Diocesi Ventimiglia Sanremo, per la sua presa di posizione, che condivido in pieno. Un cambio di rotta culturale è necessario e urgente».

Due secoli di storia messi alla berlina

«Mettere alla berlina, come abbiamo visto nelle serate sanremesi, due millenni di storia, di cultura e di tradizione, oltre che di Fede, non è né originale né anticonformista né artistico: è semplicemente volgare, è semplicemente offensivo – fa notare Magliano – “Uscite” come quelle di Achille Lauro o Fiorello sul palco dell’Ariston offendono la sensibilità di chi crede, naturalmente; ma offendono anche un intero popolo, quello italiano, che da un anno si trova ad affrontare una crisi, sanitaria ed economica, mai vista prima. Nel nostro Paese sono oltre 600mila i nuovi poveri dallo scoppio della pandemia; altri 8 milioni di italiani hanno visto precipitare il proprio tenore di vita, come confermato dal Censis: per tutte queste persone stremate dalla crisi vedere come sono stati utilizzati sul palco sanremese milioni di euro è un vero e proprio schiaffo in faccia».

Più rumore per le desinenze

«Eppure – sottolinea Magliano – laddove molte sensibilità si sentono legittimamente ferite per una desinenza declinata al maschile o al femminile e laddove per uscite scorrette si chiedono a gran voce dimissioni anche importanti, le voci che si stanno alzando per esprimere il proprio sdegno per lo sfregio nei confronti di duemila anni di Cristianesimo (che resta la Fede più diffusa nel nostro Paese), di cultura e di storia sono poche e isolate. A queste poche voci aggiungo la mia. Deturpare le immagini di Cristo, della Vergine e dei Santi è un atto di violenza: non c’è altro modo di chiamarlo. L’arte e la satira non c’entrano nulla».

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