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Economia - Regione

1,5 miliardi di nuova “energia” per rinnovare il Piemonte

Dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) arrivano circa 1 miliardo e 500 milioni di euro per il Piemonte

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Cirio Regione Piemonte
1,5 miliardi di euro in Piemonte dal FESR - Credit: Alberto Cirio Facebook

La Regione Piemonte informa che sono in arrivo quasi 1 miliardo e 500 milioni di euro. È la dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) su cui potrà contare il Piemonte da qui al 2027.

Una cifra importante che si aggiunge agli altri due grandi fondi strutturali europei, il Piano di sviluppo rurale PSR (oltre un miliardo la dotazione nei prossimi 7 anni) e il Fondo sociale FSE (oltre 1,3 miliardi per la programmazione 2021-2027), che insieme alle risorse in arrivo con il Piano nazionale ripresa e resilienza PNRR e le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) rappresentano una opportunità senza precedenti per lo sviluppo del territorio.

Le risorse e i contenuti di estrema rilevanza del Fesr sono stati condivisi dalla Regione con i portatori di interesse, con lo scopo di ricevere osservazioni da inserire nel documento finale che andrà presentato all’Unione Europea entro la metà di aprile, nel corso di un evento svoltosi presso il Circolo dei Lettori di Torino e al quale sono intervenuti il presidente Alberto Cirio e gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e all’Innovazione e Ricerca Matteo Marnati.

«È uno dei momenti più importanti del nostro mandato: mettiamo la benzina necessaria per riempire il serbatoio di un Piemonte che deve tornare a correre facendo crescere l’occupazione e migliorando l’ambiente e il territorio – ha affermato Cirio – L’analisi dei Programma 2014-21 ci ha dato gli spunti per non ripetere gli errori per quanto riguarda i ritardi in termini di capacità di spesa, che invece devono avvenire nei tempi e nelle modalità giuste. Noi vogliamo anticipare le esigenze dopo aver ascoltato tutti, dai portatori di interesse ai giovani, che dovranno vivere gli interventi che finanzieremo nel modo più efficace e meno burocratico possibile. Sono mesi che lavoriamo con l’Unione Europea, che tiene molto in considerazione la serietà degli interlocutori tecnici della Regione. Non per niente siamo riusciti ad ottenere 500 milioni in più».

L’assessore Tronzanoha sostenuto che «diamo corpo alla politica industriale che vogliamo attuare dopo aver ascoltato le esigenze dei territori. Da qui deriva la precisa scelta di intervenire anche sulle piccole e microimprese, che hanno bisogno di aiuto come le medie e le grandi, e di essere complementari con gli altri fondi, iniziando dal Pnrr, per evitare sovrapposizioni. Inoltre, abbiamo tolto il vincolo dei codici Ateco, per ampliare la partecipazione, e fatto emergere bisogni che toccano settori diversi per far posizionare il Piemonte a livello internazionale per le sue capacità produttive di elevata qualità come la manifattura d’eccellenza, l’automotive, l’aerospazio, la chimica, i semiconduttori. Un gioco d’insieme per far crescere ancora di più il solido tessuto produttivo del Piemonte».

«Questa programmazione, che arriva nel pieno di tre crisi concomitanti, sanitaria, ambientale e umanitaria, ci offre la speranza per costruire il Piemonte che vogliamo da qui al 2027 – ha proseguito l’assessore Marnati – e come vogliamo trasformarlo guardando al futuro con le imprese e gli enti che parteciperanno ai bandi su innovazione, ricerca, ambiente, transizione ecologica, resilienza, sviluppo, trasformazione digitale».

I contenuti del Fesr

Il Piano a cui la Regione ha lavorato si può riassumere in una frase “energia per rinnovare il Piemonte”, accompagnata da 6 segni “+”:

+ risorse, con oltre 500 milioni rispetto alla programmazione precedente

+ beneficiari grazie all’ampliamento della platea e alla maggiore possibilità di accesso per imprese ed enti locali

+ semplificazione attraverso lo snellimento delle procedure e l’abbattimento degli oneri amministrativi

Il tutto finalizzato a un Piemonte:

+ competitivo e intelligente (che potrà contare su misure del valore di 827 milioni)

+ verde e sostenibile (475 milioni)

+ vicino ai cittadini (140 milioni)

A questo piano ambizioso la Regione si sta preparando da quasi due anni e un primo momento di sintesi è stato nella primavera 2021 l’approvazione del Documento strategico unitario, il testo che raccoglie le linee politiche di indirizzo per lo sviluppo del territorio nei prossimi 20 anni

Un documento costruito in dialogo con tutto il territorio e, per la prima volta, anche ascoltando la voce dei giovani (più di 400 quelli che hanno preso parte ai momenti di consultazione loro dedicati).

Le sollecitazioni e i riscontri arrivati in questo percorso sono confluiti anche all’interno del Piano sul FESR, ora arrivato alle sue fasi di condivisione finale prima della presentazione ufficiale alla Commissione europea. Entro fine marzo, infatti, verranno raccolte le osservazioni del partenariato piemontese ed entro il 17 aprile il documento verrà trasmesso a Bruxelles. La Commissione Europea avrà quindi 5 mesi di tempo per l’approvazione: entro gennaio 2023 potranno partire i primi bandi.

Le priorità

Cinque le priorità su cui si concentra la programmazione del Fesr del Piemonte 2021-2027:

Priorità 1

807 milioni di euro andranno alla “Competitività e transizione digitale”, che avrà 4 obiettivi specifici:

  • 315 milioni serviranno a sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate (ad esempio attraverso il sostegno alle attività di responsabilità sociale di impresa, alle start up, all’ecosistema dell’innovazione ai servizi di trasferimento tecnologico);
  • 185 milioni di euro serviranno a permettere ai cittadini, alle imprese, alle organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione (ad esempio sostenendo la trasformazione digitale della PA e delle imprese e il dialogo tra le banche dati pubbliche);
  • 292 milioni di euro serviranno a rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi (attraverso azioni di sostegno all’internazionalizzazione, di incentivo agli investimenti e di supporto per l’accesso al credito);
  • 15 milioni serviranno a sviluppare le competenze sia rafforzando quelle del personale già presente nelle aziende che attraverso il ricorso a nuove figure.

Priorità 2

435 milioni sono destinati alla “Transizione ecologica e resilienza”, che avrà 6 obiettivi specifici:

  • 190 milioni di euro serviranno a promuovere l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra (ad esempio con interventi su edifici pubblici e privati (di imprese), ma anche sulla rete di illuminazione pubblica e per il teleriscaldamento;
  • 58 milioni andranno alla promozione delle energie rinnovabili negli edifici pubblici e privati;
  • 15 milioni serviranno a sviluppare sistemi, reti e impianti di stoccaggio energetici intelligenti al di fuori della rete transeuropea dell’energia;
  • 60 milioni serviranno a promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi (ad esempio con interventi di rafforzamento idrogeologico, di forestazione urbana e di prevenzione degli incendi boschivi);
  • 40 milioni di euro per la promozione dell’economia circolare, con azioni per ridurre la produzione di rifiuti industriali e diffondere sistemi innovativi di riciclaggio;
  • 72 milioni per tutelare la biodiversità e realizzare infrastrutture verdi, anche nelle aree urbane. 

Priorità 3

La priorità 3 prevede:

  • 40 milioni euro andranno alla “Mobilità urbana sostenibile” per promuovere la mobilità ciclistica.

Priorità 4

La priorità 4 prevede:

  • 20 milioni andranno alle “Infrastrutture per lo sviluppo delle competenze” con l’obiettivo specifico di potenziare le scuole e le sedi didattiche per migliorare la parità di accesso a servizi di qualità e inclusivi nel campo dell’istruzione, anche promuovendo la resilienza dell’istruzione e della formazione online e a distanza.

Priorità 5

La priorità 5 prevede 140 milioni per la Coesione e sviluppo territoriale, che avrà 2 obiettivi specifici:

  • 132 milioni andranno allo sviluppo di strategie urbane di area e 8 milioni per 2 nuove aree interne (oltre alla conferma dei finanziamenti per le 4 già esistenti in Piemonte). Le azioni serviranno a promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza;
  • 52 milioni saranno, infine, a disposizione per l’assistenza tecnica, al fine di rafforzare la capacità amministrativa delle strutture chiamate a gestire le misure.

Le risorse del Fesr potranno essere usate in modo complementare e integrato con quelle in arrivo attraverso il Pnrr, ma anche con la pianificazione 2021-2027 del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) , che vede una dotazione nazionale di 58,6 miliardi di euro di cui il 20%, ovvero 11,7 miliardi, destinato al Centro-Nord e che danno la possibilità di cofinanziamento di progetti finanziati attraverso i fondi strutturali ma con una maggiore flessibilità e anche rapidità di utilizzo su 12 aree tematiche: Ricerca e innovazione, Digitalizzazione, Competitività imprese, Energia, Ambiente e risorse naturali, Cultura, Trasporti e mobilità, Riqualificazione urbana, Lavoro e occupabilità, Sociale e salute, Istruzione e formazione, Capacità amministrativa.

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