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L’urlo di Sgarbi: in Via Garibaldi il graffito che ha fatto il giro del web

L’urlo di Vittorio Sgarbi, il graffito che ha fatto il giro del web ed è approdato nella sua pagina Facebook

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Probabilmente Vittorio Sgarbi, non può limitarsi a essere il miglior critico d’arte italiano, e nemmeno attore in scena quando parla di Caravaggio, Michelangelo e Leonardo nel suo nuovo spettacolo che porterà in scena qui a Torino al teatro Colosseo mercoledì 3 aprile. Non si può non considerarlo showman quando è in televisione, scrittore con i suoi libri dedicati alla storia dell’arte e politico, è stato in fatti membro del Parlamento e di diverse amministrazioni comunali.

Screenshot dalla Pagina Facebook di Vittorio Sgarbi

Il fascino di Vittorio Sgarbi

Indiscutibile è il fascino che suscita nei confronti del popolo, sulle donne e sugli artisti. E’ stato probabilmente questo a spingere nella notte uno street artist a buttare sui muri l’art work «L’urlo di Sgarbi», che da subito ha suscitato interesse nei passanti nelle vie del centro di Torino. Preso d’assalto dai selfie, è finito in modo virale nel web fino ad essere notato e postato sulla pagina ufficiale da Sgarbi stesso, che scrive sotto la foto «A Torino mi vedono così. Su un muro scrostato di via Garibaldi. Guai a chi prova a cancellarlo!».

La differenza fra arte e atto vandalico

Insomma, una consacrazione e nello stesso tempo un primo esempio di tutela istituzionale nei confronti di un’arte che spesso viene ancora bistrattata e considerata spesso vandalismo. Anonimo l’artista che ha lasciato ben sei lavori di Sgarbi nel pieno centro di Torino, rispettando però regole etiche scegliendo per i sui lavori superfici rovinate, già scritte, e in edifici non storici. Questo insieme alla cura del lavoro sono indice della differenza fra atto vandalico e artista, costretto a ricorrere all’invasione in ambito pubblico, ma che lo fa in modo etico.

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