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Contro lo spreco alimentare, l’obbligo di Food Bag nei ristoranti

Troveremo una food bag in ogni ristorante? Chi di voi è d’accordo?

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Food Bag

Rendere obbligatoria la dotazione di ‘Food bag’ nei ristoranti per consentire ai clienti di portare a casa il cibo non consumato. Parte con il lancio della petizione su Change.Org la 5/a edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, presentata ieri a Torino. Le iniziative anti-spreco sono uno dei temi portanti della rassegna in programma dal 20 al 22 febbraio al Centro Congressi del Lingotto, con 35 panel di lavoro, 170 esperti: giornalisti, imprenditori, influencer, chef, professionisti della sicurezza alimentare, rappresentanti di associazionismo e istituzioni. Fra gli ospiti attesi i ministri delle Politiche Agricole Bellanova e dell’Innovazione Pisano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Martella, lo chef Rubio.

La Petizione per l’obbligo di Food Bag

Il numero di persone che richiede un contenitore per portare a casa gli avanzi da ristoranti, fiere o mense è inferiore al 20%. Ciò significa che tutto il cibo che non hanno mangiato – ma hanno pagato – va sprecato. Al contrario, all’estero – anche in paesi dell’Europa come la Francia – da ben 4 anni è in vigore una legge che obbliga i ristoratori a consegnare in una food bagil cibo avanzato dal cliente (se richiesto). Tutto ciò ha lo scopo di combattere l’enorme piaga dello spreco alimentare.

Un decalogo contro gli sprechi

«Vogliamo spingere per una vera proposta di legge del Parlamento che introduca in tutta la ristorazione l’obbligo di consegnare al cliente una food bag realizzata con materiali adeguati al contatto con gli alimenti e al trasporto. Una bag che mostri, stampato, un decalogo per la corretta conservazione del cibo. Il decalogo vuole essere anche un forte richiamo all’educazione antispreco e alla sicurezza alimentare», si legge su Change.Org».

Alla rassegna saranno diffusi i dati del primo rapporto sulla presenza dei temi legati al cibo nei media italiani, condotto da L’Eco della Stampa; fra gli argomenti le etichette nutrizionali, il food delivery e le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola.

Il diritto di portarsi il cibo avanzato a casa

Ben sei anni fa, nel 2014, una sentenza della Corte di Cassazione ha sancito il diritto dei clienti dei ristoranti, delle pizzerie e delle tavole calde, di portarsi il cibo avanzato a casa.  Di tempo ne è passato parecchio ma questa abitudine sembra non aver preso piede come avrebbe dovuto. Anzi, sono molte le persone che non ne sono a conoscenza.

Un’abitudine poveracci?

«Come Festival del Giornalismo Alimentare pensiamo che dovremmo tutti convincerci di quanto sia utile la doggy bag, il sacchetto con il quale il ristorante consente al cliente di portare a caso il cibo avanzato a tavola. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati – si legge sul sito del festival del giornalismo alimentare. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag. Pensate che il 25 per cento degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci». Per questo bisognerebbe dare un incentivo in più ai ristoratori, introducendo uno sgravio fiscale per chi usa, con regolarità la doggy bag. Sarebbe un modo per spingere tutti i locali pubblici all’uso di questo strumento antispreco. Oppure varare i provvedimenti di sgravio accompagnati da un concomitante obbligo di consegnare al cliente una food bag (nome più appropriato di doggy bag)».

Se anche tu sei d’accordo e vorresti che tutti i ristoranti mettano a disposizione la Food Bag contro lo spreco alimentare,  FIRMA LA PETIZIONE.

2 Commenti

1 Commento

  1. Orsola Stallè

    6 Febbraio 2020 at 9:29

    Speroche questo tipo di approccio convinca che non sprecare NON è una cosa da poveracci.

  2. Antonio

    7 Febbraio 2020 at 10:57

    Sì sono d’accordo

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