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Torino: Lo Russo, la città si può salvare

Torino si salva se torniamo a essere coesi. C’è chi lavora per dividere, proviamo a cambiare paradigma: le parole del sindaco Stefano Lo Russo dopo gli ultimi avvenimenti

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Torino ha bisogno di sicurezza

Torino si può salvare? «Questa città si salva se torniamo a essere compatti e coesi, se ricostruiamo un patto. In questi anni c’è chi ha lavorato esasperando le divisioni, mettendo in evidenza sempre e solo la frattura, e l’ha fatto scientemente. Affrontare questa rabbia che si respira in tutta la città compete a tutti noi, provare a cambiare il paradigma del ragionamento è essenziale». Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, intervenendo ieri sera, nella chiesa Nostra Signora della Salute, all’incontro con i cittadini di Torino Nord organizzato dal giornale diocesano La Voce e il Tempo.

C’è bisogno di sicurezza

La sicurezza, «a cui si risponde in modo integrato», l’integrazione, «per la quale servirebbero tempi rapidi per la regolarizzazione delle persone immigrate perché non è possibile dover aspettare 18 mesi», la povertà, «materiale e sociale», sono alcuni dei temi affrontati rispondendo alle sollecitazioni dei parroci e dei cittadini. «Il metodo deve essere quello della co-progettazione, non penso a un Comune che decide da solo e comunica quanto deciso, ma che lavora per costruire le politiche con le realtà dei territori», sottolinea Lo Russo che rilancia il «nuovo patto per Torino: la politica deve assumersi la responsabilità di fare scelte ma deve diventare più partecipata».

Oggi – conclude Lo Russo – una delle maggiori criticità è il non sentirsi più parte della comunità e questa è una delle sfide principali che dobbiamo affrontare, ritrovare la coesione che differenzia una città vivibile da una in cui è difficile vivere».

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