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Spostamenti tra regioni dal 3 giugno: o liberi tutti o si sta chiusi per un’altra settimana

Saremo “liberati” tutti insieme oppure si potrebbe restare chiusi per altri sette giorni. Queste le due ipotesi al vaglio dei tecnici che dovrebbero dare l’ok o no alla riapertura delle Regioni

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Spostamenti tra Regioni

Per diciamo così accontentare tutti, ed evitare attriti con le Regioni del Sud, potrebbe anche esserci un posticipo degli spostamenti tra le regioni italiane oltre la data stabilita, ossia il 3 giugno 2020. Una specie di o liberi tutti o nessuno. Ecco quanto potrebbe prospettarsi dall’incontro e conferenza che si terrà domani tra i governatori delle Regioni e il Governo.

Dovremo attendere ancora una settimana?

In prima battuta l’ipotesi era quella di lasciare chiuse ancora per una settimana le due Regioni “più a rischio”: Lombardia e Piemonte. Possibilità che, come ci si poteva aspettare, ha scatenato molte polemiche, specie tra la popolazione che si sentiva discriminata. Disparità che si è accentuata dopo che alcune Regioni del Sud hanno minacciato di far entrare nel proprio territorio soltanto chi munito del test sierologico fatto nei giorni prima – in special modo se questa persona arriva dal “contagioso” Nord. Tuttavia, il ministro Francesco Boccia ha fermamente respinto questa possibilità.

La quarantena “breve”

Sebbene si cerchi accontentare tutti, l’ipotesi ancora e sempre più probabile è quella della quarantena “breve” per alcune aree delle Regioni più a rischio. Cosa che sarà applicata non solo agli italiani ma anche agli stranieri che arrivino in Italia. Tutto comunque dipenderà dai dati che arriveranno proprio oggi dal monitoraggio settimanale condotto dal ministero della Salute. In base all’andamento della curva epidemica e al fattore RT, che è il tasso di contagiosità del virus, verrà deciso il da farsi. Ed è proprio il numero di nuovi contagi che determinerà quale sarà la nostra sorte da qui all’estate in arrivo, e se potremo andare in vacanza o ci toccherà nuovamente restare chiusi in casa. Non ci resta che attendere le decisioni.

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Immagine di copertina rappresentativa. Credit: pixabay-gianni-crestani

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