Movida e assembramenti a Torino: una bomba epidemiologica a orologeria

Notti di follia a Torino e controlli della Polizia per il rispetto delle regole. La movida è una bomba epidemiologia a orologeria. Locali sequestrati e multe ai torinesi2 min


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A Torino notti di follia in barba a tutte le regole e al buonsenso. E proprio per questo, nella notte fa venerdì e sabato e fra sabato e domenica sono stati eseguiti dei controlli volti alla verifica del rispetto delle misure di contrasto all’epidemia da Covid–19, con specifico riguardo alle zone della movida torinese: San Salvario, piazza Santa Giulia, piazza Vittorio Veneto, Quadrilatero Romano e vie limitrofe.

L’azione di prevenzione della Polizia

La Polizia di Stato ha svolto una capillare attività di prevenzione, di fatto invitando i cittadini ad adottare tutte le precauzioni previste dalle disposizioni vigenti, come l’utilizzo della mascherina nelle aree pubbliche all’aperto e nei locali.

I locali sequestrati

Ecco i diversi locali chiusi dalla Polizia dopo i controlli: in zona San Salvario, un Istanbul Pizza Kebab è stato chiuso per 5 giorni per reiterazione violazione Covid (dipendenti e avventori senza mascherina, assenza dei prodotti igienizzanti per le mani, non rispettata la distanza di 1 mt fra i tavoli);
in Piazza Carducci un minimarket è stato chiuso per 5 giorni per aver continuato a vendere alcolici dopo le 21;
in via Bonafous, via Rossini, via Santa Giulia, Largo Montebello, sono state elevate 4 sanzioni per vendita alcolici dopo le 21 e una sanzione per chiusura oltre le ore 24, in un locale in via Saluzzo;

Cittadini senza mascherina

Sempre durante i controlli, 13 cittadini sono stati sanzionati per mancato uso della mascherina, dopo essere stati invitati più volte a farlo e aver rifiutato. Infine, la Polizia Locale ha elevato 58 contravvenzioni per divieto di sosta ad autovetture mal parcheggiate nei pressi di Piazza Vittorio Veneto, aree limitrofe e San Salvario. Come si è visto anche in alcuni mercati rionali.

La notte di follia in Vanchiglia

Come si è osservato, la movida non solo non si ferma, ma accelera in questo weekend di recrudescenza dell’emergenza da COVID-19: come ha potuto l’Amministrazione permettere assembramenti e scene come quelli visti la scorsa notte in Santa Giulia dopo l’orario di chiusura dei locali? La domanda la pone Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino che oggi presenterà una richiesta di comunicazioni urgenti alla Sindaca Appendino.

La Legge è uguale per tutti?

Decreti, regole di comportamento e imposizioni anti-COVID valgono sempre per tutti? O forse è prevista un’esenzione per chi crea assembramenti, alle ore piccole della notte, in piazza Santa Giulia?», altra domanda che si è posto Magliano, «alla luce di quanto successo in Vanchiglia la scorsa notte (assembramenti, grida, canti e balli nelle poche centinaia di metri quadri della piazza), testimoniato dai video rilanciati sui siti dei quotidiani cittadini».

Assurdo vietare le manifestazioni in regola

«Assurdo sospendere manifestazioni, come mercatini tematici, feste di via, Balon, organizzate nel rigoroso rispetto di tutte le misure di sicurezza e poi permettere scene come questa, che vanno ben oltre la “semplice” malamovida, con il suo corollario di frastuono e sporcizia: la questione è ora anche e soprattutto sanitaria – sottolinea Magliano – Forse la Sindaca Appendino ha dimenticato che il contagio da COVID-19 è tornato a far registrare cifre da emergenza assoluta, come non si vedevano dagli scorsi mesi di marzo e aprile? Una quantità di gente come quella che si è vista la scorsa notte, in gran parte priva di mascherina e non rispettosa delle regole di comportamento e distanziamento interpersonale, è in una fase come questa una vera e propria bomba a orologeria, dal momento che dubito che tutti i partecipanti alla ressa si siano poi chiusi in isolamento preventivo e volontario. Inaccettabile e inammissibile che si sia permesso che una tale situazione si verificasse», conclude Magliano.

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  1. Dovrebbero anche ricordarsi, chi di dovere, che Torino non è solo piazza Castello, piazza Vittorio, via Roma, Valentino, il Centro insomma, ma è ben più grande, da nord a sud, e tutti i rappresentanti della città, sindaco, forze dell’ordine, sembrano non volere accorgersi del degrado che la circonda.

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