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Mottarone, il PM: «Sconsiderata condotta […] ha determinato la […] morte di 14 persone». Il freno sarebbe stato manomesso consapevolmente per evitare disservizi

Fatti di «straordinaria gravità», quelli contestati ai tre arrestati per l’incidente alla funivia Stresa Mottarone, con «deliberata volontà» di bloccare i freni di emergenza «per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza»

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Funivia di Mottarone
L'incidente alla funivia Stresa Mottarone

TORINO – Ai tre arrestati per l’incidente alla funivia del Mottarone sono contestati fatti di «straordinaria gravità» per la loro «deliberata volontà» di bloccare i freni di emergenza «per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza». Lo scrive la Procura di Verbania nel decreto di fermo dei tre, sottolineando il capo servizio della funivia, «ha ammesso di avere deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni), disattivando il sistema frenante di emergenza», mentre il direttore di esercizio e l’amministratore locale non hanno agito «per consentire i necessari interventi di manutenzione».

Eitan parla con la zia

Parla con la zia Aya e si guarda intorno il piccolo Eitan, il bambino unico sopravvissuto all’incidente della funivia del Mottarone. Lo rendono noto i sanitari dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato. «Il bambino è adesso sveglio e cosciente nel reparto di Rianimazione», si legge nel bollettino giornaliero sulle sue condizioni di salute. «Dal punto di vista clinico è sempre in prognosi riservata, dovuta al trauma toracico e addominale oltre che alle fratture agli arti. Nei prossimi giorni uscirà dalla Rianimazione e verrà trasferito in un reparto di degenza». In Israele i funerali dei genitori e del fratellino. Nel primo pomeriggio di ieri a Varese quelli di altre due delle 14 vittime.

Domani gli interrogatori dei tre fermati

Fissati per sabato mattina 29 maggio gli interrogatori di convalida dei tre fermati per l’incidente della funivia del Mottarone. Luigi Nerini, proprietario di Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini compariranno davanti al Gip Donatella Banci Buonamici, che è anche presidente dell’ufficio. Il giudice si recherà alle 9:00 nel carcere della cittadina sulla sponda piemontese del Lago Maggiore e comincerà con Tadini. Dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e di arresto avanzata dalla Procura.

Ci costituiremo parte civile

Leitner SpA si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario per la tragedia di domenica sulla funivia Stresa-Mottarone. Lo annuncia la stessa azienda di Vipiteno. «La manomissione degli impianti di sicurezza che ha portato alla tragica morte di 14 persone – dichiara Anton Seeber, presidente di Leitner SpA – è un atto gravissimo. L’utilizzo dei cosiddetti forchettoni è espressamente vietato con persone a bordo. Per tutelare l’immagine dell’azienda, dei suoi collaboratori e di tutto il settore abbiamo deciso che ci costituiremo parte civile. Eventuali risarcimenti verranno devoluti alle famiglie delle vittime».

Gli ultimi controlli ai freni

Ribadendo di aver «sempre risposto con tempestività a ogni richiesta di intervento da parte del gestore», Leitner ha reso noti gli ultimi due interventi alla Stresa-Mottarone. «Una società incaricata da Leitner ha effettuato il 30 aprile 2021 (con comunicazione degli esiti datata 3 maggio 2021) controlli ai freni vettura, con verifiche di funzionalità, senza riscontrare problemi e procedendo alla ricarica degli accumulatori delle centraline idrauliche che azionano i freni sulla fune portante. Da quel giorno a Leitner non sono arrivate altre richieste d’intervento e segnalazioni in merito a malfunzionamenti dell’impianto frenante».

Potrebbero sottrarsi alle conseguenze processali

Per la procura di Verbania che indaga sull’incidente del Mottarone, «sussiste il pericolo concreto e prevedibilmente prossimo della volontà degli indagati di sottrarsi alle conseguenze processuali e giudiziarie delle condotte contestate, allontanandosi dai rispettivi domicili e rendendosi irreperibili». Lo si legge nel decreto di fermo disposto nei confronti di Luigi Nerini, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, rispettivamente amministratore unico, direttore di esercizio e capo servizio della funivia crollata domenica scorsa causando la morte di quattordici persone.

Sono stati deliberatamente e ripetutamente inseriti i dispositivi blocca freni

Gabriele Tadini, capo servizio della funivia del Mottarone, «ha ammesso di avere deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni), disattivando il sistema frenante di emergenza». Una condotta «di cui erano stati ripetutamente informati» Enrico Perocchio e Luigi Nerini, direttore di esercizio e amministratore di Ferrovie del Mottarone, che «avvallavano tale scelta e non si attivavano per consentire i necessari interventi di manutenzione che avrebbero richiesto il fermo dell’impianto, con ripercussioni di carattere economico».
«I fatti contestati sono di straordinaria gravità in ragione della deliberata volontà di eludere gli indispensabili sistemi di sicurezza dell’impianto di trasporto per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza finalizzate alla tutela dell’incolumità e della vita» dei passeggeri. Lo scrive la procura di Verbania nel decreto di fermo. Sottolineano la «sconsiderata condotta» che «ha determinato» la «morte di quattordici persone e lesioni gravissime a un minore di cinque anni» i magistrati della procura di Verbania. I Pm rilevano che «in caso di accertato riconoscimento» delle responsabilità la pena detentiva sarebbe «elevatissima».

Se avessero avuto i ristori…

«Il nostro Paese con questo e i passati governi ha erogato sostegni importanti: dati Inps parlano di oltre 2 miliardi e 700 milioni di cassa integrazione» e molti sono arrivati ad aziende «che non hanno avuto alcuna flessione di fatturato durante la pandemia. Forse se questo operatore avesse avuto ristori di altra natura, se avesse avuto ristori chi ha avuto vistose diminuzioni di entrate, forse avremmo 14 morte in meno». Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra a Sky. «Piango 14 vite umane che si sarebbero potete salvare», ha concluso.

Sequestrata anche la scatola nera

«Abbiamo sequestrato tutto, anche la scatola nera»: lo ha detto il capitano Luca Geminale, comandante della compagnia dei carabinieri di Verbania che da domenica lavora sul campo alle indagini sull’incidente alla funivia del Mottarone.

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