Le Terre Alte del Piemonte su Rai1 domenica 29 settembre a Linea Verde

Domenica 29 settembre una puntata di Linea Verde di RAI 1 sarà dedicata alle Terre Alte del Piemonte. Non manchiamo di vederla2 min


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Se vogliamo scoprire le Terre Alte del Piemonte, stando però comodamente a casa, possiamo seguire la puntata di Linea Verde, su RAI 1, di domenica 29 settembre 2019. A partire dalle 12:20, i conduttori della nota trasmissione dedicata al territorio dell’Italia racconteranno le Terre Alte del Piemonte e cosa è stato messo in atto negli ultimi anni.

Gli esperimenti sul territorio

In Piemonte, e nello specifico nelle Terre Alte, sono in atto da alcuni anni diversi e «interessanti esperimenti di gestione comunitaria del territorio – si legge in una nota della Regione Piemonte – che mediante le associazioni fondiarie prevedono un’azione di recupero dei terreni agricoli e forestali molto spesso incolti e abbandonati. Questo ha consentito la valorizzazione del patrimonio fondiario, la tutela del paesaggio, la prevenzione dei rischi idrogeologici e degli incendi».

Cosa vedremo in TV domenica 29

Linea Verde si fregia di avere oltre 3 milioni di spettatori ogni domenica, e questa puntata dedicata alle Terre Alte del Piemonte, si spera sia un altrettanto successo. Il viaggio dei conduttori ci guiderà «lungo alcuni territori montani del Piemonte, dove lo spopolamento sembrava inesorabile e dove invece oggi sorgono fiorenti attività». Avremo così modo di ammirare non solo suggestivi paesaggi, ma anche attività importanti come la vendemmia in Alta Langa, terra in cui la coltivazione della vite è andata sempre più in alto, dando nuova vita al territorio. In particolare, in Val Maira (CN) ci mostreranno come un’attenta azione sul territorio abbia reso questo luogo uno dei più amati dal turismo straniero: merito degli affascinanti e caratteristici borghi da poco recuperati, alla cucina genuina e ai percorsi escursionistici frequentati ogni anno da migliaia di persone.
Dopo di che, ci si sposterà in Val Grana, per poi salire sino agli alpeggi sopra il paese di Castelmagno, dove nasce l’omonimo formaggio ritenuto a ragione un prodotto straordinario. Scopriremo anche come i terreni più in basso siano stati recuperati per far posto a una nuova eccezionale coltivazione: quella del tartufo nero pregiato.

L’associazionismo fondiario e le sue risorse

«La Regione Piemonte – spiega in una nota l’assessore alla Montagna, Fabio Carosso – si è dotata di una legge che riconosce nell’associazionismo fondiario uno strumento per la valorizzazione funzionale del territorio e per il miglioramento dei fondi di qualsiasi natura (agricoli, forestali o misti). L’obiettivo è quello di ricomporre le aree di coltivazione produttive ed economicamente sostenibili, senza interferire con il diritto di proprietà, così da agevolare l’occupazione, la costituzione e il consolidamento di nuove imprese agricole, di rivitalizzare le attività agro-silvo-pastorali, di garantire la conservazione del paesaggio e di incentivare il turismo e le produzioni locali. Forti di questa esperienza – prosegue Carosso – si è ritenuto di divulgarla a livello nazionale, utilizzando i finanziamenti del Fondo di sviluppo rurale per realizzare con la Rai questo progetto, coordinato con il Settore Sviluppo della Montagna e Cooperazione Transfrontaliera. Quella della promozione dell’associazionismo fondiario è solo una delle misure che la Regione intende adottare per favorire lo sviluppo della montagna. Stiamo studiando strumenti che incentivino la crescita di tutti i settori, come per esempio il turismo. Va poi sottolineato come creare occasioni di occupazione non basti. Se vogliamo che i nostri giovani tornino a vivere nelle vallate – conclude l’assessore – occorre che vi trovino dei servizi che rendano per loro attrattivo trasferirsi dalla città, perché nelle Terre Alte trovano occasione di una vita più a misura d’uomo. Penso ad una viabilità adeguata, a infrastrutture tecnologiche, alle scuole, ai servizi medici, tutti aspetti che sono compito delle istituzioni garantire e su cui lavoreremo nei prossimi anni».

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