Missione mare 2020: dubbi sulla vacanza? Tutte le risposte

Vacanze mare del 2020: ecco cosa troveremo davvero quest’anno in hotel e in spiaggia. Tutte le regole, gli obblighi, la sicurezza e gli sconti. Intervista e foto11 min


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Vacanze 2020 al mare. Che siano diverse, lo immaginiamo tutti. Ma come saranno davvero? Cosa troveremo in albergo/hotel, quest’anno. Come, dove e quando si mangerà, come saranno organizzate le camere, gli spazi comuni, l’animazione e tutto il resto? E in spiaggia, cosa troveremo? E come dovremo comportarci, sia noi che gli stabilimenti balneari? E infine, la vita serale e notturna? Ci saranno delle offerte speciali, degli sconti e delle agevolazioni? A tutte queste e altre domande risponde chi al mare ci lavora, per esempio in Romagna, e ci sta aspettando per rendere davvero belle e sicure le nostre vacanze.

Riccione, cuore della Romagna, si è organizzata così

Per capire come saranno organizzate le vacanze in Romagna in generale, abbiamo intervistato Francesco Bortone General Manager del Gruppo Maximilianshotels che, a Riccione, gestisce l’hotel Tiffany’s ****.
Dottor Bortone, Riccione è pronta per accogliere i turisti torinesi e piemontesi per questa estate?
«Per rispondere a questa domanda si potrebbe solo togliere il punto interrogativo e sostituirlo con un punto esclamativo, quindi: Riccione è pronta per accogliere i turisti torinesi e piemontesi per questa estate!
Si può allargare il bacino ad altre città e altre regioni – spiega Francesco Bortone – come sa, a Riccione non mancano strutture e servizi per i grandi volumi, siamo stati sempre una delle capitali delle vacanze per gli italiani e non solo. Questo non vuol dire vacanze di massa, la particolarità di Riccione nel contesto della riviera adriatica è sempre stato quello di elevarsi un po’ di più rispetto alle città vicine».

Nel pensare alla riapertura, contro quali difficoltà avete dovuto combattere quest’anno flagellato dall’emergenza coronavirus?
«Non abbiamo sottovalutato il problema, ma non abbiamo neanche mai chiuso completamente. Il nostro gruppo, avendo più strutture alberghiere, è formato da persone preparate con le quali nel periodo di lockdown (facilitati dallo smartworking) c’è stato sempre uno scambio continuo.

Per esempio, abbiamo allargato gli orizzonti studiando i protocolli delle regioni più colpite dall’emergenza sanitaria, e non ci siamo fermati all’Italia, volevamo avere un quadro completo per metterci in sicurezza anzitempo.

Quando la normativa che interessa la nostra categoria, l’ospitalità, e la nostra regione è diventata ufficiale ci siamo sorpresi di come le nostre operazioni preliminari e i nostri studi fossero già ampiamente in linea con le norme di decreto. (e forse anche più tutelativi verso ospiti e personale)

La nostra priorità è comprendere le persone che ancora hanno timori nel progettare una vacanza, ma al tempo stesso assicurare che il rispetto con il quale trattiamo le vacanze da sempre (ci affidate il vostro tempo libero per essere ripagati in relax, gusto, divertimento e spensieratezze) non offriremmo mai un soggiorno se non potesse garantire questi requisiti.

L’hotel Tiffany’s, per esempio, come si è organizzato per poter offrire una vacanza piacevole, serena e sicura ai propri clienti?
«Importante sapere “come” ma a mio avviso è altrettanto importante sapere “quando”. Non credo sia di interesse sciorinare dettagli tecnici come la composizione dei prodotti igienizzanti (a presidio medico chirurgico) che sostituiscono i normali detergenti è qualcosa da addetto ai lavori, il plexiglas e l’obbligo di mascherina negli spazi comuni sono una routine alla quale i vostri lettori sono già abituati nella vita di tutti i giorni».

Quanto alla ristorazione?
«Abbiamo disciplinato gli orari di ristorazione: due turni per ogni servizio, così da avere sempre importanti distanze tra un tavolo e l’altro. Questo magari comporta un filo di puntualità in più al cliente, ma è ampiamente ripagato – oltre che in sicurezza – in una dimensione di privacy, e in un servizio per meno persone che aggiunge qualità, attenzione, rapidità… Chi poi conosce la nostra sala ristorante affacciata sulla spiaggia, può capire come questa differenziazione di orari crediamo si tramuti in un plus piuttosto che una restrizione».

Cosa ci può dire della sanificazione degli ambienti?
«Un’altra cosa che ritengo importante citare è l’uso della tecnologia e dei prodotti Rely on Virkom, ci permette di igienizzare stanze, arredi e tessuti (anche il bagaglio all’arrivo) prima che il cliente acceda alla stanza e istantaneamente dopo la partenza. Questo, unito alla sanificazione degli impianti di condizionamento, di tecnologia in camera (telecomando, frigobar, tv, telefono, fino alla stessa tessera a chi per entrare in camera), credo sia qualcosa di particolarmente completo».

«Il “quando” è fondamentale: finito il lockdown abbiamo aperto subito. Questo ci ha permesso di testare, magari con pochi ospiti inizialmente, l’efficacia, la dislocazione corretta dei dispositivi (colonnine gel, percorsi entrata e uscita, sportello check-in e check-out…) e soprattutto di istruire adeguatamente il personale per la loro stessa sicurezza e per accogliere i grandi flussi (come sorprendentemente i primi due fine settimana di giugno) con questi meccanismi e modus operandi già rodati. Sul nostro sito web c’è una pagina dedicata al protocollo di sicurezza ed è accessibile da ogni pagina del sito con un click».

Come è organizzato l’hotel Tiffany’s circa l’animazione per bambini. Gli intattenimenti e magari l’uso dell’ascensore?
«La gestione dell’ascensore, per buon senso e normativa è chiaramente fatto di “corse” personali o familiari: una coppia, due amici che dormono nella stessa camera o una famiglia, userà l’ascensore come ha sempre fatto. Due clienti o tre che non si conoscono useranno l’ascensore singolarmente, ma anche questo crediamo sia un comportamento “assodato” nella vita di tutti i giorni».

«Un discorso diverso riguarda gli intrattenimenti, le nostre iniziative sono sempre state offerte a tutti gli ospiti dell’albergo. Oggi non possiamo permetterlo perché si prospetterebbe una possibilità di assembramento, e il discorso si allarga se si aggregano più bambini in una stanza Baby Club. Questo non vuol dire che non ci saranno intrattenimenti, anzi stiamo progettando aperitivi accompagnati da musica dal vivo, non mancheranno cene “particolari” a tema, ma saranno momenti di degustazione a tavola o buffet assistiti».

Dobbiamo sempre attenerci alle norme e al buonsenso e non guardiamo a chi promette per esempio “Baby Club con animatrici”, i bambini non hanno, soprattutto quando sono in gruppo, la percezione del distanziamento non sono per natura attenti a mascherine ecc. Preferiamo che si godano i giochi in spiaggia, il mare… siamo in una posizione che sicuramente è a prova di noia per grandi e bambini e dal nostro hotel non ci sono strade da attraversare per arrivare in spiaggia. Anche in questo caso ci sentiamo più fortunati rispetto a molti altri Hotel».

Come sarà la vita in spiaggia quest’anno?
«Tra marzo e aprile si sono fatte supposizioni tra le più disparate, il plexiglas, disinfettanti… Tutte le spiagge di Riccione allargheranno gli spazi, faranno a meno di una fila di tende e una fila di ombrelloni per garantire ancora più spazio. Anche gli operatori degli stabilimenti balneari (lo sappiamo per certo da parte dei nostri stabilimenti convenzionati) hanno preso misure similari alle nostre per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza (Gel, sanificazione cabine, prodotti a disposizione dei clienti a presidio medico chirurgico nelle toilette). Dall’ultimo weekend di maggio, stiamo andando al mare, e a parte appunto una visibile maggiorazione della distanza delle “ombre” (tende e ombrelloni) non si nota altro. È una sensazione strana, bellissima, da provare. Siamo tutti consapevoli di come dobbiamo comportarci oggi ed è ancora vivo il ricordo dei difficili momenti passati in lockdown… appena si mette il piede in spiaggia, si passeggia sulla riva… ci si sente come liberati».

Come sarà la vita serale e notturna in hotel e a Riccione? Si potrà passeggiare sul lungomare e nei viali come i famosi Ceccarini e Dante, notoriamente affollati?
«La vita serale a Riccione sarà come passeggiare nelle vie che portano a Piazza San Carlo a Torino, o come raggiungere Piazza San Babila partendo da corso Buenos Aires a Milano. Sarà come sempre, anzi, si potrà arrivare in viale Ceccarini dalla spiaggia, dal lungomare, dalle vie parallele (una è viale Dante, via molto viva che sfocia a nel centro di viale Ceccarini. È probabile e ci auguriamo tutti che Riccione venga percepita come sempre, e che ci si avvicini ai picchi di affluenza di sempre. Con il buonsenso e l’educazione sarà la Riccione di sempre».

L’hotel Tiffany’s propone quest’anno degli speciali sconti e offerte per chi vorrà passare le vacanze lì?
«Più di uno, abbiamo formule “notti gratis” regaliamo una notte o due in base alla lunghezza del soggiorno, abbiamo formule pensate per le famiglie con uno o più bambini, facciamo sconti del 50% a tutte le persone che hanno lavorato nella sanità, dal chirurgo all’OSS. Molto apprezzate sono le nostre formule “Caparra Zero Rischi”, ma quello che caratterizza la nostra offerta, soprattutto in questa stagione è cercare di applicare un po’ di tutto questo, o addirittura portare il cliente a dirci cosa preferisce, cosa vuole incluso, cosa non gli interessa, quanto vuole stare e così via. Cerchiamo di fare i sarti, di cucire una vacanza su misura perché è un anno particolare. Voi avete bisogno di una vacanza, liberatoria, rigenerante. Noi abbiamo bisogno di voi, perché senza di voi l’estate è meno estate».

C’è un messaggio che volete inviare ai torinesi e piemontesi per invogliarli a scegliere Riccione come meta delle loro vacanze quest’anno?
«No, nessun messaggio in particolare, si è parlato di Riccione, una città, con tutti i servizi e la sicurezza di una città. Si è parlato di Hotel Tiffany’s una struttura che va oltre le 4 stelle, anche in fatto di sicurezza. Riccione, la Romagna, le vacanze: sono parole nate per essere messe vicine. Faccio solo una promessa, a nome dell’Hotel Tiffany’s, del nostro gruppo Maximilianshotels, e mi sento di ampliarla a tutti gli operatori Romagnoli: tornerete a casa con il sorriso e tornerete a sceglierci ancora».

Per maggiori informazioni: Hotel Tiffany’s Riccione, 4 stelle fronte mare
Lungomare della Costituzione 19 47838 Riccione – RN – tel. +39 0541 648390 – fax +39 0541 644136. Si può anche vistare il sito web dell’hotel o scrivere all’indirizzo info@hoteltiffanysriccione.com.

Tutte le regole da rispettare: noi e gli stabilimenti balenari

Le potremo chiamare davvero vacanze, quelle di quest’anno? Con tutte quelle regole e norme che saremo tenuti a rispettare sia noi che gli operatori turistici: alberghi, bar e ristoranti, stabilimenti balneari e così via, c’è davvero da restarne disorientati. Potremo parlare con il vicino di ombrellone? Riusciremo a fare il bagno, o a passeggiare sul bagnasciuga? Vediamo se le norme ci consentiranno o meno di godersi queste vacanze.

Un rischio da contenere

La parola d’ordine quest’anno è contenere al massimo il rischio contagio. Ma in Italia abbiamo oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione (un quarto del totale europeo) abitate da 17 milioni di persone, che possono anche raddoppiare in alta stagione. Per questo può diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare, si legge in una nota dell’ISS. Va da sé che se, come avveniva ogni anno, tra fine luglio e agosto ci sarà l’invasione delle località di mare, sarà assai facile che si possano creare affollamenti, vicinanza e contatto – sia in spiaggia che sui lungomare (specie la sera) o in altre zone dove le persone erano solite ritrovarsi. Il rischio, spiega l’ISS, «può assumere gradi diversi a seconda dei differenti indici sanitari valutati a livello regionale e locale».

Un rischio minore

Ma che dire del rischio indiretto di contagio dovuto, specie al mare, con il contatto da contaminazione delle acque da reflui o da escreti infetti presenti a monte dell’area di balneazione o diffusi da imbarcazioni? Le misure di controllo e monitoraggio a carattere ambientale e sanitario applicate in base alla normativa vigente – sottolinea l’ISS – e la suscettibilità del virus alle variabili ambientali rendono trascurabile questo rischio. Per cui, in teoria, di questo non dovremmo preoccuparci, secondo quanto è riportato sul “Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2” del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 in collaborazione con il Ministero della Salute, l’INAIL, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato Regioni, esperti delle ARPA e altre istituzioni.

Tenere sotto controllo i rischi sanitari

Quanto alla balneazione sicura, nel Rapporto sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che INAIL e Conferenza Stato regioni avevano già pubblicato. Si tratta di indicazioni semplici – spiega l’ISS – di tipo tecnico che riguardano i controlli ambientali, dal funzionamento dei depuratori, al controllo delle acque reflue e degli scarichi illeciti e di norme igieniche/comportamentali da seguire in stabilimenti e spiagge libere indirizzate ai gestori degli stabilimenti balneari e agli stessi bagnanti.

Le indicazioni per i bagnanti e i gestori degli stabilimenti balneari

Tra le diverse indicazioni per gli stabilimenti e per i bagnanti si raccomandano le seguenti regole, che noi stessi siamo tenuti a controllare siano seguite. Nel caso non lo siano, è bene segnalare il fatto alle autorità competenti.

Per gli stabilimenti è fatto obbligo
– Di prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy;

– di utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità;

– di regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale;

– di garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione;

– di controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5 °C;

– di vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet;

– di interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale;

– di pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui;

– di non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi;

– di evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia;

– di dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani;

– di fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio.

L’informativa e la sorveglianza in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere è demandata ai sindaci e/o agli altri enti locali competenti. Questi sono tenuti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

Le indicazioni per i bagnanti e per tutti

– Rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro;

– responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini;

– misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani;

– igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito;

– uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

L’ISS ricorda inoltre che la possibilità di contenere e controllare la diffusione di COVID-19 è fondamentalmente legata ai comportamenti individuali – soprattutto il distanziamento fisico, nel rispetto degli altri. Quest’ultima necessità può comportare in molti casi modalità di fruizione degli ambienti diverse rispetto alla prassi consueta, come il contingentamento degli accessi su prenotazione e l’adeguamento alle rigorose regole comportamentali, tra cui la vigilanza sui bambini.

Immagine di copertina credit: pixabay-janeb13

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