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Una bambina strappata!

Una ragazzina di diciassette anni a causa di battibecchi con la mamma con una diagnosi di conflittualità e depressione viene internata in un CTM a Nizza Monferrato.

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Gemma (nome di fantasia) è una mamma che ha cresciuto da sola la figlia Claretta (nome di fantasia) fino a diciassette anni. Claretta è sana, brava a scuola e con tanti amici. Gemma ha un buon lavoro, una bella casa in affitto e tutto va bene fino al 2006, quando si trova ad attraversare un periodo di difficoltà personali ed economiche. Con fiducia si rivolge ai servizi sociali della sua zona per chiedere  loro un qualche aiuto economico e da allora è iniziato il calvario.

Sempre sotto osservazione, invece che aiuto riceve un pesante controllo. Nel 2016 Claretta ha quattordici anni e, come succede alla maggior parte degli adolescenti, battibecca con la madre, tanto basta per far scattare da parte dei servizi sociali le minacce di sottrazione e allontanamento della ragazzina dalla madre.

Anni di sorveglianza chiamata “presa in carico” che culminano nelle accuse di: “rapporto simbiotico con la madre” “conflittualità con la mamma e i nonni” “cade in una spirale depressiva”.

Quindi tutti gli adolescenti dovrebbero essere internati, perchè chi non ha litigato con i genitori perchè è arrivato a casa tardi o perchè non l’hanno lasciato uscire  la sera o perchè  vuole qualcosa che non  possono comprargli?  Chi non è “caduto in depressione” per una delusione a causa di un amore o un’amicizia finiti? Chi non ha almeno una volta rinfacciato alla propria madre di non capirlo? Meno male che ai miei tempi un litigio era un litigio, una delusione era una delusione e uno schiaffo era uno schiaffo e basta! Se no sarei stata internata a vita!

Il tragico di tutto questo è che le accuse, o diagnosi, non sono nemmeno state fatte da uno psichiatra, ma da un’educatrice. Ma al sistema tanto basta, è un corpo unico che si muove: qualcuno accusa e qualcun altro esegue l’internamento, non c’è bisogno di verifiche, non c’è appello. Claretta viene condannata all’internamento in un CTM (Manicomio minorile) senza colpe, senza difesa, senza prove.

Viene “catturata” il 20 di Maggio. Per  eseguire la cattura partecipano in venti persone, tra forze dell’ordine, vigili, psichiatri, assistenti sociali e quant’altro. In venti per strappare una ragazzina di diciassette anni alla propria famiglia! E, dopo la paura e  l’umiliazione di essere stata presa di forza e portata via dalla madre, ecco il CTM, il centro di detenzione , di residenza coatta: cinquanta giorni senza poter comunicare con nessuno, telefono confiscato, senza poter uscire e guardata a vista e, poichè piangeva disperata, il che è “sintomo di deppressione”, allora giù con gli psicofarmaci!

Il 25 Luglio a Torino davanti al Tribunale in corso Emanuele 130, Claretta sarà ascoltata dal giudice tutelare, poichè la madre si oppone alla somministrazione di psicofarmaci alla figlia, poichè è sana e non esiste nulla, a oggi, che dimostri il contrario.

In questa occasione il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sezione di Torino, assieme a tutti coloro che vorranno sostenere questa mamma, farà un sit-in davanti al Tribunale dalle ore 10.00 alle 12.00.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani CCDU (www.ccdu.org)

Il CCDU Sezione Minori si fa portavoce dei disagi delle famiglie che si trovano ad affrontare lotte per non perdere i loro bambini.

Il CCDU : Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha pubblicato sul sito www.ccdu.org un vademecum su come difendere i propri bambini dagli allontanamenti dovuti a errori o valutazioni errate di certi psicologi, psichiatri e assistenti sociali della giustizia minorile.

Il CCDU è collegato al CCHR Internatinal (Citizen Commition on Human Rights) Los Angeles che è stato fondato nel 1969 dallo psichiatra Prof. Thomas Szasz e dalla Chiesa Internazionale di Scientology.

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