Rubato a Capodanno il defibrillatore di Piazza Galimberti

Furto occasionale o rete di vendita di defibrillatori all'Estero? Si indaga ancora. Intanto se avete visto qualcosa, segnalatelo!1 min


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Molti di voi li avranno visti, comparire da un giorno all’altro in città, fra metropolitana o semplici fermate dell’autobus. Delle cabine gialle, con al loro interno dei defibrillatori salvavita. Sulle prime la loro presenza mi ha inquietata, perché di fatto non avrei saputo come utilizzarle all’occorrenza ed anche peggio, mi spaventava l’idea che effettivamente potessero essere tanto utili, così in giro per la città. Tuttavia questo mi ha anche spinto a informarmi meglio, ad avere un’idea eventualmente di come utilizzarli e spero che abbiano ugualmente ispirato tanti altri miei concittadini.

Rubato il defibrillatore di Piazza Galimberti

E’ umana la tendenza a non pensare mai al peggio e pertanto trovo che ancora una troppo alta percentuale della popolazione, non saprebbe intervenire in caso di effettiva emergenza. Si fa ancora troppo poco in questo ambito, secondo me. Ebbene, quei defibrillatori sono comunque installati da Onlus, aiutate da donatori e in accordo, spesso, con vicine farmacie ed ospedali. E’ questo anche il caso del defibrillatore che c’era in Piazza Galimberti. C’era perché qualcuno a Capodanno ha avuto la brillante idea di rubarlo.

Una triste storia legata a un bambino torinese

Quel defibrillatore aveva anche una storia, direttamente legata a quella di un ragazzino, uno studente della prima media nella nostra Torino, che magari con un defibrillatore sarebbe stato possibile salvare ed invece è morto, una mattina del 2014, mentre portava a scuola dei dolcetti per festeggiare il suo compleanno. E’ stato suo nonno ad installarlo, collaborando con la Onlus a suo nipote dedicata: Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus. L’Associazione invita chiunque abbia potuto vedere qualcosa, a contattare le autorità o scrivere per mail a amministrazione@aicr.eu o telefonare al 346/0635782.

Una raccolta fondi per un nuovo defibrillatore

Non ricevendo informazioni sarà avviata la raccolta fondi per il ripristino, a cui chiunque può partecipare. Si sta indagando anche su una nuova pista: apparentemente gli stessi furti sono avvenuti in diverse città d’Italia e non meraviglierebbe che si sia venuto a creare un commercio di defibrillatori, magari verso l’Estero. Per ora le autorità indagano, nessuna pista esclusa. E se chiunque di voi avesse visto qualcosa, siete davvero pregati di prendere i dovuti contatti, perché è stata rubata una fondamentale risorsa salvavita all’intera comunità e non può passare come atto impunito.

Leggi anche: come usare un defibrillatore in caso di emergenza

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