Mosarés, un mondo oltre il mondo

Un romanzo avvincente e un finale sorprendente2 min


«Buongiorno Gianduja».
La bambina si siede educatamente sulla sedia di fronte a me al Caffè Bellini Sweet and Coffee di Givoletto in provincia di Torino.
«Buongiorno a te. Chi sei?».
«Sono la protagonista di Mosarés, un libro favoloso, nel senso che racconta una “favola” adatta a tutti e piena di cose interessanti».
«Sei il personaggio di un libro? Non è possibile, non puoi essere vera».
«Sono vera quanto te, che sei una Maschera, ma se preferisci Pinocchio me ne vado».
La calmo: «No. Ma raccontami da dove vieni».
«Mosarés è un mondo diverso, un pianeta dentro il Pianeta, e mio padre ha aiutato l’umanità a raggiungerlo, così loro hanno cercato di colonizzarlo, perché gli uomini non hanno buon senso».
«Cioè hanno creato un inferno dove c’era un paradiso?».
Il suo viso si illumina: «Si! E’ così».
«Hanno creduto di essere superiori perché non capivano che gli abitanti del luogo erano migliori di loro».
Arriva Antonio, il proprietario: «Che vi porto?»
«Una cioccolata calda, grazie». Risponde educatamente la bambina.
«Per me un caffè». Aggiungo.
«E’ stato un incubo. Hanno distrutto i buoni sentimenti, asservito e picchiato le creature, distruggendo l’armonia di quel mondo».
Mi guarda.
«Mio padre è stato un idiota, e dopo aver praticamente distrutto la sua famiglia ha cominciato a rovinare quel mondo».
«E poi?».
«E poi gli alberi e i fiori hanno iniziato a smettere di parlare e la natura ha iniziato a morire, come gli animi di tutti. Anche la Guida, il capo del popolo, era annichilito e non sapeva cosa fare».
Intinge un biscotto nella cioccolata. «Molto buona!»
Poi continua: «C’era solo una speranza: un’antica profezia. Doveva arrivare una persona dal cuore puro. E così Luigi è Stefania, i miei genitori autori, hanno mandato me, che non ne avevo proprio voglia. Mi sono sentita come Alice, una mia amica personaggio… solo che il paese aveva perso tutte le sue meraviglie».
«E come va a finire?».
«Tu lo sai perché hai già letto il libro! E ai lettori non posso dirlo. Però i miei genitori autori, più affidabili di quelli che ho nel libro, ne hanno ancora delle copie. Basta scrivere a info@torinofan.it per averne una copia. Chi lo ha letto ne è rimasto entusiasta».
«E perché le persone dovrebbero leggerlo?»
«Perché il destino del mio mondo è nelle loro mani. Noi personaggi viviamo quando siamo letti. E anche per capire che c’è sempre una speranza di allontanare il male».
Finisce la cioccolata.
«Grazie Gianduja».
«Grazie … E’ adesso dove andrai?».
Sorride: «Torno tra le pagine e aspetto che qualcuno legga le mie avventure!».

Mosarés

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