Dai parafulmini alla misurazione della terra. Le scoperte torinesi che hanno cambiato il mondo

Considerato un mago dai torinesi è stato, in realtà, un grande matematico e fisico. In Piazza Statuto si trova ancora una guglia in ricordo delle sue imprese1 min


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Nel 1808 il governatore del Piemonte era  Il principe Camillo Borghese, cognato di Napoleone Bonaparte e, in quegli anni, il direttore dei depositi di guerra, decise di ridefinire la carta geografica dello Stato Sabaudo le  cui misurazioni datavano ormai un secolo. Chiese,  pertanto, di ritrovare le pietre che il Beccaria aveva utilizzato come caposaldo per le sue misurazioni fra Torino e Rivoli. Queste misurazioni avevano permesso di  effettuare una triangolazione con le città di Andrate, nei pressi di Ivrea, e Mondovì.

Chi era Giambattista Beccaria?

Un monaco nato a Mondovì nel 1716, matematico e fisico, chiamato a Torino dal re Carlo Emanuele III per insegnare fisica sperimentale all’università.  Ebbe allievi di prestigio come Joseph-Louis Lagrange, Giovanni Francesco Cigna e Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio, che fondarono  poi  l’Accademia delle Scienze di Torino. Giambattista  Beccaria era dedito  agli studi sull’elettrologia, come anche  risulta dalla fitta corrispondenza  con Benjamin Franklin, e fu proprio la sua attività in questo campo ad essere considerata come la più suggestiva dell’epoca, in considerazione del fatto che gli studi sull’elettricità erano ancora ritenuti come un qualcosa di magico.

Il “mago” Giambattista Beccaria

Giambattista Beccaria era considerato un mago dal popolo perchè aveva anche creato il primo parafulmine italiano.  Aveva infatti impiantato in via Po, dove abitava,  un piccolo osservatorio metereologico in una torretta  sormontata da una spranga di ferro che attirava i fulmini.

La carta geografica e la circonferenza della terra

Nel 1760, Beccaria aveva iniziato a misurare, con Domenico Canonica, la porzione del meridiano piemontese permettendo la definizione della carta geografica dello Stato Sabaudo. Dopo aver misurato il meridiano torinese, Beccaria era riuscito a stabilire la circonferenza della Terra, pari a 40.322 chilometri. Il dato non è però esatto perchè, oggi, la circonferenza rilevata è di 40.009 chilometri. Si presume che l’errore sia stato causato dall’attrazione gravitazionale generata dall’arco alpino che avrebbe significatamente influenzato la posizione del filo a piombo utilizzato per le misurazioni.  

A ricordare quell’impresa sorge oggi in piazza Statuto un obelisco, chiamato Guglia Beccaria, che si pone davanti il monumento La fontana del Frejus .

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