Seguici su

Storie

Emergenza bambini!

Troppi bambini strappati alle famiglie, troppi orfani con genitori vivi che li cercano.

Pubblicato

il

E' un'emergenza per i volontari del CCDU(Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani). Fin dal mattino piovono telefonate: gente che chiede aiuto, mamme papà, nonni cui sono stati sottratti con la forza o con l'inganno figli ,nipoti. 

Una giovane mamma telefona alle nove del mattino e dice che questa mattina ha ricevuto dal Tribunale il Decreto di adottabilità della sua bambina di un anno e nove mesi, dopo sei mesi che gliel'hanno portata via e che non sa dov'è e, poichè la sua disperazione è stata considerata patologica, ha anche l'obbligo di prendere psicofarmaci per stare calma.

Alle dieci e trenta i volontari incontrano un nonno: ha fatto più di mille chilometri per tentare di vedere la nipote, chiusa in una comunità di Torino. Da un mese lotta con tutto il sistema per riuscire ad avere il permesso di qualche visita. Alla ragazza è proibito vedere i genitori. Il nonno riesce a scoprire dove è detenuta la ragazzina e riesce a vederla dalla finestra, ma subito dopo un'assistente scende e gli dice che deve andarsene, altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri. Da allora questo nonno, un gentiluomo meridionale dai modi educati e gentili, gira tra servizi sociali, asl,e quant'altro. Finalmente  riesce ad ottenere di parlare con la ragazzina una volta alla settimana per telefono, ma non bisogna nominare nè i genitori nè il passato, solo chiedere come sta, pena la decadenza del permesso di comunicare. Poi anche questo diritto viene negato. I servizi sociali dicono che è colpa della comunità, quest'ultima nega. Con insistenza  ottiene il permesso di vedere la nipote, sotto stretta sorveglianza, gli viene intimato di non chiedere nulla alla ragazza  che riguardi la sua vita e nessun cenno alla famiglia, l'incontro deve essere asettico salvo immediata sospensione e allontanamento.Abbracci e commozione tra nonno e nipote. Mi fermo qui poichè nel prosieguo la vicenda si complica sempre di più.

La giornata si conclude con il caso di una giovane coppia, che ha un bambino di sette anni, bello biondo ,vivace, troppo vivace secondo la scuola. La Direttrice della scuola elementare statale ha convocato la giovane madre e le ha mostrato una diagnosi neuropsichiatrica sul figlioletto affetto da ADHD "iperattività" e le ha chiesto di firmare la 104(legge 104/92 che si applica alle persone handicappate: una persona handicappata è colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione ecc.) Insomma un bambino sano troppo vivace e che si distrae a scuola è un handicappato non un bambino cui tirare un po' le orecchie. La direttrice otterrà un'insegnante di sostegno ,che si sistema e la neuropsichiatra prescriverà al bambino gli psicofarmaci per guarirlo.

 Qual'è la risposta del sistema a qualunque disagio giovanile, a qualunque difficoltà di apprendimento, a qualunque dubbio d'identità, a qualunque moto di ribellione adolescenziale? L'isolamento dalla famiglia, la reclusione in luoghi"protetti", gli psicofarmaci. Il tutto con la scusa della salvaguardia dei minori.

E' innegabile che possono verificarsi casi di veri abusi sui bambini( questo è un mondo talmente sofferente!) ed in questi casi ben venga l'aiuto e la difesa delle Leggi dello Stato, ma trasformare le difficoltà delle famiglie in un business giocato con la mano pesante del controllo totalitario è contrario a tutti i Diritti Umani.

Il CCDU è stato fondato nel 1979 ed è una ONLUS italiana in contatto con il Citizens Commition on Human Rights (CCHR) che è stato fondato dallo psichiatra Prof. Thomas Szasz e dalla Chiesa di Scientology e che ha lo scopo di ripristinare Diritti Umani e Dignità nel campo della salute mentale.

Tra le molte attività del CCDU c'è quella d'informazione e sensibilizzazione sui temi dell'uso di psicofarmaci sui minori e sugli anziani.

Maria Grazia Scaglione

[zombify_post]

Tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità
Pubblicità

Facebook

Pubblicità