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Salute

A Rischio il bonus Covid per gli operatori sanitari

Sarà proprio chi si è battuto in prima linea durante l’emergenza sanitaria a rimetterci? Ecco cosa potrebbe accadere a causa di “astrusi meccanismi burocratici nazionali”

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Il Bonus Covid per gli operatori sanitari rischia di saltare. Questa volta , però, la colpa non è la Regione ma dello Stato, che impedisce al Piemonte di stanziare la somma concordata con le rappresentanze del personale sanitario. A riemetterci, quindi, sarà proprio chi si è battuto in prima linea durante l’emergenza.

A darne notizia è proprio la Regione Piemonte, nella persona dell’assessore alla sanità Luigi Icardi. «Nella riunione di domani mattina della Commissione Salute chiederò agli assessori alla Sanità di tutte le Regioni di opporsi al provvedimento del governo che di fatto impedisce di distribuire in busta paga le risorse aggiuntive già deliberate dalle Regioni a favore del personale sanitario impegnato nell’emergenza coronavirus – spiega -. Non possiamo accettare che, per colpa di astrusi meccanismi burocratici nazionali, venga ritardato il pagamento di un riconoscimento concordato tra le parti e ampiamente meritato da chi ha lavorato con alto rischio di esposizione al contagio».

Dalla segreteria provinciale di Confintesa sanità il segretario provinciale Francesco Lippo: abbiamo appreso questo tardo pomeriggio il comunicato stampa sulla pagina Facebook dell’assessore Icardi, lo ringraziamo per gli sforzi compiuti e il riconoscimento che ha avuto nei confronti degli operatori sanitari, inizialmente aveva fatto stanziare 18 milioni dalla Regione portandoli a 55 milioni con l’aiuto del fondo dello stato contrattandone modi e tempi di erogazione con le parti sindacali.

Ma il bonus in se per sé è solo un contentino, perché gli stipendi degli operatori sanitari sono bassi un infermiere guadagna in media 1600 euro facendo i turni e un operatore socio sanitario circa 1400 euro, stipendi che andrebbero aumentati e rapportati alle responsabilità degli infermieri e all’usura dell’oss; bisognerebbe fare picchettaggio in tutte le aziende sanitarie d’Italia, fino a quando non si arrivi ad un vero rinnovo del contratto sanitario nazionale degli operatori del settore pubblico e privato.

Oggi giorno c’è troppo divario tra la busta paga del settore pubblico e privato e ci sono troppi contratti, gli aumenti dovrebbero viaggiare di pari passo  senza troppe differenze come si evince dai vari contratti vedi Aris,Aiop e Uneba solo per citarne alcuni rispetto al CCNL sanità pubblica, ma soprattutto oggi più che mai chiediamo l’uscita dal comparto degli infermieri.

[CONTENUTO INSERITO DA UN LETTORE DI TORINO FAN]

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