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Quando l’isolamento si trasforma in arte creativa. Il progetto di UniTo

Gli studenti dell’Università di Torino hanno dato via a un progetto che chiunque potrebbe emulare: trasformare l’isolamento in creatività. Ecco di cosa si tratta

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CoVision-19 Unito

TORINO – Dall’isolamento può nascere qualcosa di meraviglioso come l’arte. È questa l’idea che sta alla base del progetto fotografico CoVisions-19. un progetto realizzato nell’ambito del corso di Storia e teoria della fotografia, tenuto dalla professoressa Roberta Basano al Dams dell’Università di Torino. Agli studenti del corso, costretti a seguire le lezioni da casa in seguito all’emergenza Coronavirus, è stato chiesto di realizzare fotografie che rispondessero a una parola chiave: isolamento.

Comunicazione e creatività

L’obiettivo è quello di ragionare sulle possibilità comunicative della fotografia e sul suo linguaggio, stimolando la creatività e superando i limiti fisici della solitudine. Tutte le 203 fotografie, realizzate da 72 studenti, sono state caricate sulla pagina Instagram @covisions_19 e mostrano come un momento di frustrazione possa essere usato per creare arte. Al tema iniziale dell’isolamento ne seguiranno altri nei prossimi giorni, come lontananza, sospensione, tempo e quotidiano.

Una creatività da sopravvivenza

«Il mio obiettivo non era quello di scoprire giovani talenti – spiega Basano – ma stimolare gli studenti a ragionare sulla potenzialità della fotografia e spingerli a sviluppare una sorta di creatività di sopravvivenza. La loro risposta entusiasta, il loro impegno nella realizzazione del progetto e la loro disponibilità a mettersi in gioco confermano come la creatività possa superare i limiti fisici dell’isolamento».

Foto di copertina Roberta Ciaiolo (@robevvta) /Instamgram

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