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Salute

A Torino nasce l’ambulatorio che garantisce assistenza sanitaria ai senzatetto

Torinesi in difficoltà e non solo troveranno “asilo” nell’ambulatorio nato come struttura sanitaria d’emergenza durante l’epidemia Covid 19

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Assistenza ai senzatetto a Torino

Gli spazi di via Ravenna 8 a Torino si trasformano. Finita (almeno per ora) l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la struttura sanitaria diviene ambulatorio per garantire assistenza sanitaria ai torinesi in difficoltà (persone sole e famiglie in condizioni di bisogno) e ai senzatetto.

L’assistenza a chi non ha i mezzi

Durante l’epidemia di Coronavirus a Torino, l’ex sede dell’Ipab utilizzata per “i dismessi dagli ospedali psichiatrici” chiusa ormai da un paio d’anni, è stata riconvertita nel giro di una settimana a centro di accoglienza sanitaria per i senza fissa dimora che erano stati contagiati dal Covid. La struttura è stata gestita grazie ai volontari della Società Asili Notturni Umberto I.

Dopo l’emergenza, un’altra vita

I circa 40 senzatetto ricoverati in via Ravenna, dove hanno passato la quarantena (perché non bisognosi di ricovero in ospedale), ora hanno lasciato l’ambulatorio. Adesso, però, anziché chiudere nuovamente, i locali dovrebbero poter accogliere i positivi di una possibile nuova ondata epidemica e anche coloro che hanno bisogno di aiuto medico ma che non godono di assistenza sanitaria. In particolare, di questi quaranta posti letto, otto saranno destinati agli eventuali positivi al Covid, mentre gli altri 32 ai bisognosi di assistenza – il tutto 24 ore su 24.

Il Centro di via Ravenna 8 a Torino – Credit: Società Asili Notturni Umberto I

Le specialità del centro

Oltre all’emergenza sanitaria Covid-19, lo staff medico coordinato dal prof. David Lembo, virologo del San Luigi, offre servizi di pneumologia e cardiologia. Tuttavia, Asili Notturni ha intenzione di ampliare i servizi anche alla ginecologia e alla pediatria. Infine, per i senzatetto che hanno con sé un cane, nella struttura è presente anche un ricovero in cui stare fintanto che i loro “padroni” restano ricoverati.

Immagine di copertina rappresentativa. Credit: pixabay-Ben Kerckx

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