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Torino è sempre più caotica? Il traffico snerva? Ecco il segreto degli Esquimesi per gestire la rabbia

Gli Esquimesi hanno capito che la rabbia fa male e sanno come gestirla

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Gli Inuit, il popolo nordico di cui gli Esquimesi sono il gruppo più rappresentativo custodiscono un segreto per gestire la rabbia e non farla provare anche agli altri, specie quando si tratta di bambini. Ecco qual è.

Scatti d’ira

Chi di noi non è mai “scattato” a causa dello stress cui ogni giorno siamo sottoposti: che sia per il lavoro, per il traffico e naturalmente anche per i bambini – che magari ne hanno combinata una delle loro. Quale che sia il caso – in genere ce ne rendiamo conto con il senno di poi – spesso arrabbiarsi non serve a nulla. Anzi, il più delle volte fa male, specie a noi stessi. Proviamo dunque a imitare, per quanto possibile, gli Esquimesi.

Non arrabbiarsi

Come ha scoperto l’antropologo Jean Briggs, che negli anni Sessanta del secolo scorso si è avventurato nelle lande fredde abitate dagli Inuit, per restare tra loro per 17 mesi, questo popolo non si arrabbia mai, non urla e non alza la voce. In più, quando si tratta di bambini, che magari hanno combinato qualcosa, non li sgridano. Questo, tuttavia, non significa che lasciano correre e non educano i propri figli, anzi fanno di più. Come racconta Briggs nel suo libro Never in anger, quando un bambino o anche un adulto faceva qualcosa che “non andava”, non lo sgridavano ma, sempre mantenendo la calma, cercavano di far capire loro dov’è che avevano sbagliato. In questo modo non aizzavano una risposta rabbiosa anche dall’altra parte – che può avere conseguenze anche irreparabili – ma, al contrario, si apriva un dialogo, un confronto, offrendo la possibilità di riparare e comprendere. In un passo del libro, l’antropologo rivela infatti che «Il mantenimento dell’obiettività in circostanze difficili è il segno essenziale della maturità dell’età adulta”. E questa è una cosa che vale per tutti.

Un circolo vizioso

Ma perché gli Inuit non alzano mai la voce? Essi sono convinti che alzare la voce prepari l’altra persona – che sia un bambino o un adulto – ad alzare a sua volta la voce andando così a creare un circolo vizioso da cui poi è difficile uscirne. In pratica rabbia crea altra rabbia. E di questo, se ci pensiamo, possiamo averne prova ogni giorno. Non è facile, lo sappiamo, ma provare a “contare fino a 100” prima di scattare, in molte situazioni può essere utile: per noi e anche per gli altri. Traiamo un respiro profondo, quando ci sentiamo che sta per salire la rabbia. Ricordiamoci che fa solo male a noi stessi rodersi il fegato. Vedremo così, che dopo un po’ la rabbia se ne va, e noi ci rendiamo conto che, alla fine, in effetti non ne valeva la pena. Prendiamo dunque esempio dagli Esquimesi, che dopo anni di atteggiamento rilassato hanno imparato a gestire uno sei sentimenti più distruttivi e ora, di certo, vivono meglio.

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