Moma, il locale dove si mangia la pizza di un tempo. L’abbiamo provata per voi. Ecco le nostre impressioni

Siete mai andati da Moma? Noi l'abbiamo provata per voi. Ecco cosa ne pensiamo5 min


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Ieri abbiamo deciso di provare un locale a due passi da Torino. E non è un modo di dire, perché si trova in Corso Garibaldi, a Venaria. Ma se attraversate la strada, siete già a Torino. Per la precisione, il locale è situato all’interno della galleria Auchan proprio accanto al supermercato Conad di Via Altessano. La prima impressione è molto piacevole: il locale è nuovissimo, moderno e decisamente pieno di gente. Tanto, che è stato difficile fare le foto per voi. Ma non ci siamo persi d’animo e abbiamo comunque cercato di farvi un servizio completo. Ecco a voi, Moma!

L’entrata di Moma

Moma si trova proprio all’entrata principale della Galleria Auchan di Venaria. E’ impossibile non notarlo. E non solo perché il locale è abbastanza grande ma anche perché all’entrata si trovano delle grosse “lavagne” in cui si trovano prezzi, orari e menù.

Un locale che sa accoglierti

Nonostante il locale fosse particolarmente pieno di gente – ed erano le 14 passate – una ragazza del personale ci ha accolto, chiedendoci se sapevamo come funzionava il servizio. Un gesto che, indubbiamente, lascia subito il segno. Tutti sappiamo, infatti, che non basta mangiar bene ma è anche importante trovare persone che sanno darti la giusta accoglienza. E, in questo caso, non abbiamo avuto dubbi: il servizio è davvero degno di nota.

Bello, moderno, tenuto bene

Il locale è davvero molto carino. Chiaramente non è un ristorante di lusso, però è ottimo per le persone a cui piace l’arredamento essenziale, semplice, moderno e neppure troppo minimal. Tutto, comunque, sembra essere curato nei piccoli particolari e si trova facilmente sia l’angolo destinato alle pizze, che ai menù del giorno o quello dei dolci.

Cosa si mangia da Moma?

Da Moma si mangia un po’ di tutto. Si può scegliere di prendere qualche portata tradizionale o la pizza. Anzi, la pinsa. Noi abbiamo provato solo quest’ultima, come dimostra lo scontrino, però bisogna dire che era davvero molto invitante il fritto misto di pesce. Piatto che, senza ombra di dubbio, proveremo la prossima volta. Anche gli hamburger non sembrano niente male. Ricordiamo che il locale ha tre aree specifiche: pinseria, self service e ristorante.

Un po’ di coda, ma non troppa

Nonostante l’ora, come accennato, il locale era davvero pienotto. Forse molte persone erano in pausa pranzo, proprio come noi. Per acquistare il piatto scelto bisogna prima passare alla cassa e fare l’ordinazione. Abbiamo fatto giusto qualche minuto di coda. Ma poteva andarci decisamente peggio. Una volta pagato tutto, se ordini la pinsa come abbiamo fatto noi, questo è ciò che ti danno:

Un vassoio con una bibita a scelta, il set di posate e il cicalino che ti avvisa quando la pinsa è pronta. Eh sì perché la pinsa la fanno per te, al momento, come potete vedere dalla foto.

Ed eccola qua! Questa è la nostra pinsa. L’aspetto, bisogna ammetterlo, non è niente male.

Come potete vedere, vi viene fornita in un tagliere di legno. Davvero un’ottima idea se si pensa che ti forniscono anche la rotella per pizza. E, tra l’altro, si taglia molto facilmente. Meglio di una pizza tradizionale, come potete vedere nel video.

Ma cos’è sta pinsa?

Forse vi starete chiedendo cos’è la pinsa. Ve lo spieghiamo con le parole di Moma: «Pinsa viene dal latino “Pinsere” che in italiano significa allungare – stendere. Ha una forma ovale o rettangolare. Per la diversa idratazione dell’impasto la Pinsa è molto più digeribile della Pizza. Nasce prima della pizza da un’antica ricetta romana.  L’acqua che si utilizza nell’impasto è sempre fredda. L’impasto ha meno carboidrati e grassi.  Frumento, soia e riso sono gli ingredienti alla base della ricetta».

Cosa ne pensiamo noi

A noi è piaciuta moltissimo per due motivi: il primo è per il fatto che l’impasto ha visibilmente una lievitazione eccezionale. E da quello che abbiamo potuto capire, l’impasto viene cotto (o precotto) preventivamente (a differenza della pizza tradizionale). Viene poi farcito solo al momento della richiesta del cliente. Chiaramente – come si può anche notare dalle foto – non è una pizza dove il bordo è ben definito. Però la croccantezza, a nostro avviso, è strepitosa. Di “sugo” ce n’è ben poco, di mozzarella abbastanza, anche se noi ne avremmo aggiunta un pochino di più. Ma si tratta comunque di gusti personali.

Quando abbiamo pagato

La pinsa margherita – compresa di bevanda, ci è costata 6,90 euro e secondo noi è sufficiente a soddisfare un pranzo. Però non è grande come una pizza normale, quindi se siete abituati a quelle porzioni, forse potreste avere ancora fame. Noi, per esempio, abbiamo aggiunto un dolcetto. La disponibilità in tal senso è abbastanza varia. Se si opta per una pinsa condita con altri ingredienti – e qui c’è l’imbarazzo della scelta – si paga 7,99 (bibite comprese). Quella che potete vedere in foto è una crostata con ricotta e uvetta.

Il giudizio finale

Nel complesso il giudizio è buono. Il personale sembra abbastanza attivo, veloce e disponibile e il cibo – per lo meno la pinsa – è di ottima qualità e gusto. Unico neo: il personale non conosce bene alcuni servizi offerti. Moma, infatti, dichiara di consegnare anche a domicilio. Ma le persone che si trovavano lì al momento non sono state in grado di capire se uno dei paesi della provincia citati da noi, rientravano nella consegna a domicilio. Proveremo a chiedere nuovamente.

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