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Politica

Salvini assolto da accusa vilipendio. «Fatto tenue», dice il giudice

Giudicati non punibili i fatti di Collegno 2016, quando il leader della Lega si riferì alla magistratura come a una «schifezza» e a «un cancro da estirpare»

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Matteo Salvini Facebook
Screenshot dal profilo Facebook di Matteo Salvini

TORINO – «Non punibile per la particolare tenuità del fatto». Si chiude con questa sentenza il processo celebrato in tribunale a Torino che ha visto Matteo Salvini imputato di vilipendio dell’ordine giudiziario.

Il fatto

Nel 2016, a Collegno (Torino), durante un intervento al congresso regionale della Lega, Salvini si riferì alla magistratura come a una «schifezza» e a «un cancro da estirpare». La pronuncia è del giudice Roberto Ruscello. L’accusa aveva chiesto di condannare il leader della Lega al pagamento di tremila euro di multa.

Il commento di Salvini…

«La Giustizia italiana va profondamente riformata, il ‘sistema Palamara’ va smontato per il bene dei cittadini e dei tanti magistrati davvero liberi e indipendenti», commenta su Twitter Salvini, che si dice contento e ringrazia giudice e avvocato.

…e della difesa

Per l’avvocato difensore Claudia Eccher, la sentenza ripristina lo stato di diritto. «Il giudice – spiega il legale – ha contestualizzato correttamente le frasi contestate, che furono pronunciate all’interno di una riunione di partito e quindi in un consesso assolutamente privato e non pubblico». Secondo Eccher, inoltre, «Il giudice ha verificato che, comunque, si tratta di parole che hanno perso la loro carica offensiva».

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