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Torino ha deciso di insegnare l’intelligenza artificiale alle sue piccole imprese

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Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale (© Depositphotos)

Il 20 febbraio scorso, alle Officine Grandi Riparazioni, l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria ha presentato il proprio piano strategico per il periodo 2026-2030 nel corso del primo Forum nazionale dedicato all’intelligenza artificiale applicata all’industria. L’istituto, nato per iniziativa pubblica e con sede in città, lavora sul trasferimento delle tecnologie dalla ricerca al sistema produttivo, e alla data di quella presentazione contava 92 aziende produttrici coinvolte nel progetto, con un portafoglio di 124 soluzioni tecnologiche disponibili per i diversi settori industriali.

La scelta della città non è casuale e riguarda meno la retorica dell’innovazione che la struttura del territorio. Torino ospita filiere, dall’automotive all’aerospazio, in cui le tecnologie di analisi dei dati hanno applicazioni immediate, e un tessuto di piccole e medie imprese fornitrici che rappresenta la platea più difficile da raggiungere con questo tipo di strumenti.

Il bando che ha messo in fila le imprese

Quanto quella platea sia interessata lo dice un dato amministrativo. Il Punto Impresa Digitale della Camera di commercio di Torino, insieme all’istituto, ha promosso il bando AI Match Torino 2026, articolato in una prima fase di formazione e tutoraggio e in una seconda che assegna contributi per la realizzazione dei progetti selezionati.

La graduatoria approvata il 13 luglio ha ammesso alle agevolazioni le prime venti imprese. Le sette successive risultano ammissibili ma non finanziabili, per esaurimento delle risorse disponibili. Il rapporto tra domande valide e risorse racconta una domanda che supera l’offerta di sostegno pubblico, e racconta anche che il tema ha smesso di interessare solo le aziende strutturate.

Il dato nazionale conferma l’accelerazione. Secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, una quota più che triplicata rispetto al 6% del 2023. Il Piemonte, nelle elaborazioni Cribis sulla rilevazione Istat, raccoglie il 7,4% delle imprese italiane più orientate al digitale, un valore che colloca la regione nel gruppo di testa pur a distanza dalla Lombardia.

Il pezzo che manca tra la tecnologia e il cliente

C’è però un passaggio che i bandi finanziano poco e le aziende presidiano ancora meno, e che rischia di vanificare buona parte dell’investimento.

Uno strumento adottato in reparto migliora un processo interno. Un sistema di manutenzione predittiva riduce i fermi macchina, un controllo qualità automatizzato abbassa gli scarti, un assistente per la gestione degli ordini libera ore all’ufficio commerciale. Sono miglioramenti reali che incidono sul conto economico dal lato dei costi. Nessuno di questi, però, porta un cliente nuovo, perché il mercato non li vede.

Il meccanismo con cui un fornitore viene selezionato oggi rende il problema concreto. Un ufficio acquisti che deve individuare chi realizza una determinata lavorazione parte da una ricerca per specifica tecnica, per materiale o per certificazione, e valuta le aziende che compaiono in quei risultati. Chi non compare resta fuori dalla rosa prima ancora di sapere che una gara era aperta. Succede quindi che un’azienda con una tecnologia più avanzata di quella del concorrente perda la commessa, semplicemente perché il concorrente aveva reso trovabile e verificabile ciò che sa fare.

Il rimedio consiste nel tradurre il miglioramento tecnico in materiale consultabile, cioè schede di processo, tolleranze dichiarate, tempi di consegna aggiornati, casi documentati con numeri. È un lavoro che richiede competenze di comunicazione tecnica e di posizionamento nelle ricerche, e che difficilmente rientra nelle spese di un progetto pensato per l’acquisto di una soluzione.

Su questo fronte è consigliabile rivolgersi a realtà specializzate attive nella propria area di riferimento. Un supporto utile in questi casi può arrivare, per esempio, da Dbagenzieitalia.it, dov’è possibile trovare una lista di agenzie di digital marketing di Torino costantemente aggiornata guadando alle migliori realtà del territorio.

Un ecosistema che si sta strutturando attorno alle piccole imprese

L’elemento nuovo degli ultimi mesi riguarda il tentativo di rendere sistematico ciò che finora è avvenuto per iniziative separate. L’istituto torinese ha sviluppato una piattaforma nazionale che raccoglie soluzioni messe a punto da produttori italiani, ne qualifica i fornitori sulla base di criteri tecnici e industriali e indica alle imprese utilizzatrici i partner più coerenti con i loro obiettivi. La piattaforma raccoglie oggi circa 140 fornitori qualificati e 186 soluzioni distribuite lungo l’intera catena del valore aziendale.

Il modello risponde a un problema che ogni imprenditore riconosce: davanti a un mercato di soluzioni in cui tutti dichiarano di fare la stessa cosa, la selezione richiede competenze che l’azienda non ha. Un filtro tecnico applicato a monte riduce il rischio di acquistare uno strumento inadatto, che nella pratica resta il modo più comune di sprecare un contributo pubblico.

Alla dimensione istituzionale si affianca quella fieristica. La ventesima edizione della manifestazione dedicata all’automazione e al testing, ospitata all’Oval Lingotto lo scorso febbraio, ha portato in città oltre trecento espositori e migliaia di tecnologie, con aree dedicate alla robotica collaborativa e alla manutenzione predittiva. L’affluenza registrata agli stand e ai laboratori pratici ha confermato che l’interesse delle imprese si è spostato dalla curiosità alla valutazione concreta.

Se questo insieme di iniziative dovesse consolidarsi, Torino potrebbe candidarsi a fare da riferimento nazionale per l’adozione diffusa di queste tecnologie nella manifattura. La condizione, difficile da aggirare, riguarda il completamento del percorso: una tecnologia adottata produce valore quando entra nei processi, e produce fatturato quando il mercato viene messo in condizione di saperlo.

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