La mitica temperino torna a casa

Grazie alle riprese del film «Noi siamo i figli della Monce» l’automobile degli anni ’20 torna a casa, a due passi da Torino. Le riprese sono aperte al pubblico e un centinaio di persone potranno comparire nel film5 min


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TORINO – Il docufilm «Noi siamo i figli della Monce» vuole ricostruire la storia delle Officine Moncenisio di Condove (TO), complesso industriale che ha svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione del tessuto economico e sociale dell’intera Valle di Susa e che arrivò alla ribalta delle cronache nazionali nel 1970, quando i lavoratori approvarono all’unanimità una mozione con la quale si opponevano alla fabbricazione di armi e materiale bellico.

Uscita prevista: aprile 2020

Procedono le riprese per la realizzazione di “Noi siamo i figli della Monce – Storia e storie di una fabbrica-paese del Novecento”, docufilm con regia di Luigi Cantore, e produzione del Valsusa Filmfest con uscita prevista nel mese di aprile 2020,che intende ricostruire la storia delle Officine Moncenisio di Condove (TO), complesso industriale che ha svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione del tessuto economico e sociale dell’intera Valle di Susa.

La mitica temperino

Nei giorni 13 e 14 settembre 2019 si svolgono due giorni di importanti riprese grazie alle quali la mitica automobile Temperino tornerà dopo tanto tempo a casa sua. Le riprese si svolgeranno nello spazio esterno antistante l’ingresso storico delle ex Officine Moncenisio (via Torino 19 a Condove) e prevedono la realizzazione di una scena sulle proteste di un gruppo di donne nei confronti di un dirigente aziendale, nella quale verrà utilizzata la mitica automobile Temperino, e di una scena dell’uscita dalla fabbrica degli operai con l’impiego di un centinaio di comparse.

20 attori durante le riprese di venerdì

Venerdì 13 settembre, tra le ore 13 e le ore 17, verranno impegnati circa 20 attori e viene ricreata la sommossa di un gruppo di donne negli anni ‘20, mogli degli operai della fabbrica, nei confronti di un dirigente aziendale e sedata da alcuni carabinieri in divisa. Verrà utilizzata, senza metterla in movimento, un’autovettura d’epoca TEMPERINO, modello, 8/10 HP di proprietà del Museo dell’Automobile di Torino che ne curerà il trasporto in loco. La Temperino è stata una casa motociclistica e automobilistica italiana che ha prodotto le prime automobili utilitarie, attiva a Torino dal 1907 al 1924 e fondata dai fratelli Maurizio, Secondo, Giacomo e Mary Temperino. Dopo aver costruito i primi prototipi nel 1908 e 1909, la loro sperimentazione fu interrotta dalla Guerra Italo-Turca e poi dalla prima guerra mondiale, arrivando finalmente alla produzione in serie nel 1918, parte della quale terziarizzata verso altre industrie della zona fra cui, prevalentemente, le Officine Moncenisio di Condove. La Temperino fu molto apprezzata anche fuori dai confini nazionali, particolarmente in Inghilterra, dove fu aperta una sede per l’assemblaggio e la vendita, al fine di evitare i dazi doganali e soddisfare gli ordinativi.

Attori e comparse

Sabato 14 settembre 2019, tra le ore 19 e le ore 16, verranno impiegati circa 100 attori e comparse per una scena ambientata negli anni ’60 e che intende ricreare il momento dell’apertura del portone e dell’uscita delle maestranze dalla fabbrica. Negli anni scorsi la storia e i ricordi delle Officine Moncenisio sono stati raccolti e documentati attraverso due volumi usciti entrambi nel 2000 (“La Monce” di Giorgio Jannon ed Emanuela Sarti – Editrice Morra e “Moncenisio, già Anonima Bauchiero” di Sergio Sacco – Edizioni del Graffio) e narrati dallo spettacolo teatrale “Ti ricordi la Monce?” di Marco Alotto, andato in scena l’1 e 2 maggio 1999 proprio negli stabilimenti Vertek (allora proprietà del Gruppo Lucchini) all’interno del vecchio capannone falegnameria delle ex Officine Moncenisio.

Il Valsusa Filmfest, allora alla sua 3^ edizione, aveva collaborato all’ideazione ed alla realizzazione dell’evento.

La temperino torna a casa - Noi siamo figli della Monce
La temperino torna a casa – Noi siamo figli della Monce

Regia di Luigi Cantore

A vent’anni di distanza il festival valsusino, che ha sempre avuto tra i suoi obiettivi quello di conservare e mantenere viva la memoria storica del proprio territorio, ha deciso di realizzare un docufilm sulla Moncenisio con filmati d’epoca, racconti e testimonianze orali e fiction. La regia è affidata a Luigi Cantore, regista e videomaker valsusino, tra i responsabili del Valsusa Filmfest ed autore recentemente del lungometraggio “Profumo di resina” (tratto dal libro omonimo di Fabrizio Arietti), un bell’esempio di cinema interamente autoprodotto che ha raccolto un grande successo di pubblico con più di 70 proiezioni (con media di oltre 200 spettatori) in numerose località della Valle di Susa e della provincia di Torino. Frammenti di vita quotidiana in abiti dell’epoca, scenografie che cambieranno in base alle date ed ai periodi di ambientazione, permetteranno di riprodurre non solo il contesto lavorativo, ma anche gli umori, i timori, le difficoltà e gli amori di tanti uomini e donne che, direttamente o indirettamente, hanno scritto le pagine della storia e delle storie di questa fabbrica-paese.

Il crowdfundig e la campagna di autofinanziamento

Per la realizzazione del docufilm è stata avviata una campagna di autofinanziamento alla quale è possibile contribuire in tre modalità:

1)    versamento in contanti nelle cassette presenti in alcuni esercizi commerciali di Condove;

2) bonifico diretto all’associazione culturale Valsusa Filmfest su c/c di Banca Etica con IBAN IT08O0501801000000011191863;

3) contributo sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso reperibile in: https://www.produzionidalbasso.com/project/noi-siamo-i-figli-della-monce-storia-e-storie-di-una-fabbrica-paese-del-novecento-1/

Le officine Moncenisio

Le Officine Moncenisio hanno svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione del tessuto economico del paese di Condove e dell’intera Valle di Susa, artefice delpassaggio da una società contadina ad una società industriale. Fondata nel 1906 da Fortunato Bauchiero, la fabbrica, anche attraverso numerose riconversioni produttive nel settore delle costruzioni meccaniche, percorre tutti i grandi eventi del Novecento italiano: la Grande Guerra, l’occupazione delle fabbriche, il fascismo, la seconda Guerra Mondiale e la Resistenza, la ricostruzione ed il boom economico, la crisi degli anni ’70. Ma la storia della “Monce” coincide e procede di pari passo anche con l’evoluzione demografica, urbanistica e sociale di Condove e con la crescita della sua comunità: inizialmente scendono proprio dalla montagna condovese le prime maestranze, poi provenienti anche dagli altri paesi della valle e del torinese.

Le officine Moncenisio - La temperino torna a casa
Le officine Moncenisio – La temperino torna a casa

Il Cav. Bauchiero programmò e attuò uno sviluppo complessivo del paese dotandolo di case per gli operai e villette per gli impiegati, di opere sociali quali il poliambulatorio, la mensa aziendale, le scuole professionali, il dopolavoro, il campo sportivo, e lasciando un’impronta indelebile per la Condove degli anni a venire e su quella odierna. Negli anni ’60 la Moncenisio era diventata il più grande stabilimento metalmeccanico della Valle di Susa ed arrivò ad occupare oltre mille dipendenti.

La sua notorietà superò i confini locali ed anche quelli nazionali quando, nel settembre 1970, i lavoratori riuniti in assemblea approvarono all’unanimità una mozione con la quale si opponevano alla fabbricazione di armi e materiale bellico. Un’obiezione di coscienza considerata ancora oggi un caso unico nella storia dell’industria e che è stato recentemente ricordato anche in una puntata della trasmissione televisiva di Rai1 “A sua immagine” da Don Luigi Ciotti con le testimonianze del sociologo Marco Revelli e dell’ex Sindaco di Condove, già operaio della Moncenisio, Massimo Maffiodo.

Le officine Moncenisio - La temperino torna a casa
Le officine Moncenisio – La temperino torna a casa

La vecchia Moncenisio ha cessato di esistere nel 1977, subendo poi vari avvicendamenti di proprietà e riconversioni industriali per arrivare ad essere acquisita lo scorso anno dal Gruppo Magnetto Wheels che ha anche garantito la salvaguardia dell’occupazione per tutti i lavoratori presenti.

I condovesi di oggi sono un po’ tutti figli e nipoti delle Officine Moncenisio, le esistenze di tante famiglie hanno ruotato per anni intorno alla vita della fabbrica ed i loro tempi influenzati e scanditi, ancor più che dall’orologio, dal suono della sirena che faceva aprire e richiudere il grande portone di Via Torino.

Dell’insediamento originale oggi è rimasta la palazzina che ospitava gli uffici e da un’apertura del muro perimetrale si può tuttora vedere il “trenino” che faceva la spola con la stazione ferroviaria per trasportare i dipendenti che viaggiavano in treno. Sono importanti reperti di archeologia industriale, ma soprattutto luoghi della memoria, e per molti condovesi (e non solo) “posti dell’anima e del cuore” in cui si sono consumate storie fatte di gioie e fatiche, di soddisfazioni e sofferenze dei loro genitori e dei loro nonni.

Riprese del docufilm con Regia di Luigi Cantore

13 e 14 settembre 2019 presso le Ex Officine Moncenisio, via Torino 19, Condove (TO)

Le riprese sono aperte al pubblico che vorrà curiosare: www.valsusafilmfest.it


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