Torino e le fiction, la RAI, il cinema… la città è penalizzata

Torino città delle fiction e del cinema? Forse no. Ecco perché per alcuni aspetti è una città penalizzata1 min


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In questi giorni si sente spesso parlare di chiusure di strade, modifiche alla viabilità e così via a causa delle riprese di fiction o film. Sembra dunque che Torino sia la città “ideale” per le produzioni cinematografiche e di Tv. Ma, in realtà, le cose non stanno proprio del tutto così.

Le strategie di programmazione televisiva RAI

Ieri, 14 novembre, a Palazzo Civico si sono svolte le Commissioni Lavoro e Cultura, a cui ha partecipato Guido Rossi, direttore del Centro di produzione Rai di Torino. Il direttore Rossi ha esposto ai Consiglieri lo stato attuale delle strategie di programmazione televisiva, della struttura e degli investimenti, riporta una nota del Comune di Torino.

Torino città penalizzata

Durante il discorso, il direttore del Centro di produzione RAI di Torino ha spiegato che la posizione geografica di Torino presenta diverse criticità per la produzione in generale, così come per il trasporto di materiali e per i costi di trasferta di attori e personaggi noti che, invece, preferiscono gravitare su altre città come Roma e Milano – penalizzando Torino. Eppure, proprio a Torino è nato il cinema, e il 2020 sarà la Città del Cinema.

Creare un prodotto ad hoc per Torino

Come si può ovviare a questi problemi e riportare Torino agli “splendori” di un tempo e ancora di più meta di registi, attori, produzioni e così via? Secondo il direttore Rossi, bisogna «trovare un prodotto ad hoc per Torino, così come è avvenuto nel 2018». L’obiettivo principale è tuttavia quello di «creare una continuità di programmazione, un ciclo di programmazioni almeno per 3 anni». La città di Torino ha in sé la capacità produttiva per supportare fiction con nuove forze. Per questo, ha sottolineato Rossi, «nel corso del 2020 saranno assunte 20 giovani figure professionali che porteranno competenze tecnologiche e creeranno nuove modalità di lavoro. Cosa che porterà un sicuro arricchimento per il Centro di produzione torinese.

L’alta definizione e il Palazzo Rai di via Cernaia

Il direttore Rossi ha poi fatto sapere che da maggio 2020 a Torino ci sarà l’implementazione dell’Alta Definizione o HD. Anche gli studi televisivi saranno rivalutati, così come saranno aperti i cantieri per gli impianti nella sede di via Cavalli. Quanto all’annosa questione del Palazzo Rai di via Cernaia, Guido Rossi ha ricordato che per l’immobile è attivo un bando – solo che, come sappiamo, al momento nessuno si è fatto avanti. Per cui la sua sorte è ancora incerta. Staremo a vedere.


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