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Recovery plan: Cirio, il Piemonte è pronto ma mancano le regole

Il Governatore del Piemonte, Alberto Cirio: «abbiamo fatto un ampio lavoro e censito tanti progetti, ma al momento nessuno conosce le regole d’ingaggio»

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Recovery Plan Piemonte
Recovery Plan Piemonte - © Facebook Alberto Cirio

Sul fronte del Recovery Plan, «il Piemonte è pronto»: lo ha sottolineato oggi nell’Aula del Consiglio regionale il governatore Alberto Cirio, che con molti assessori della sua Giunta sta illustrando ai consiglieri quanto finora fatto dalla Regione in questo settore. «Abbiamo fatto un ampio lavoro – ha spiegato Cirio – e siamo pronti a trasmettere a Roma le nostre progettualità, non appena ci saranno le regole di ingaggio, che al momento nessuno conosce. Questo ci mette nelle condizioni di muoverci un po’ al buio, cioè senza le regole: conosciamo solo le nostre richieste, perché solo dopo passaggio parlamentare il Governo tratterà con le Regioni».

Prima le Regioni non erano coinvolte

«Fino all’8 aprile, con il Governo Draghi – ha aggiunto Cirio – le Regioni non erano mai state coinvolte. La Conferenza delle Regioni ha però deciso di muoversi motu proprio, e noi in Piemonte abbiamo cominciato a raccogliere le istanze dai territori. Abbiamo censito tanti progetti, alcuni non ricadono nelle sei missioni del Recovery – ci sono infatti ben 99 progetti per 2,6 miliardi di euro che non vi rientrano – ma noi li teniamo pronti per realizzarli successivamente».

Siamo pronti al Recovery

«Al momento – ha ribadito il presidente della Regione – siamo pronti per il Recovery. Sul tema delle infrastrutture abbiamo raccolto tutti gli interventi strategici, sulla base di una concertazione con i territori fatta dalle Province. Su questo c’è un piano di prospettiva, con un elenco di priorità. Sulle sei missioni del Recovery – conclude – abbiamo usato il sistema del “bottom up”, che viene comunemente usato dalla Commissione europea. Abbiamo raccolto e censito le richieste dei territori, per orientare le future azioni e i bandi che saranno fatti su ciò che serve. Siamo pronti con i progetti divisi per materia, per territorio e per fase di attuazione. Attendiamo solo le regole di ingaggio».

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