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Economia - Regione

Il Piemonte diventa retroporto di Genova

Sono 14 i Comuni del Piemonte che si sono candidati per diventare retroporto di Genova. Ecco come e perché

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Piemonte retroporto di Genova

La Regione Piemonte informa che sono 14 i siti piemontesi candidati a diventare Zona Logistica Semplificata del porto e del retroporto di Genova.

Nella proposta da inviare al Governo la Regione ha aggiunto a quelli di Alessandria, Arquata Scrivia, Castellazzo Bormida, Novi San Bovo, Ovada Belforte e Rivalta Scrivia gli interporti Novara Cim e Torino Sito e 12 dei 16 Comuni che hanno partecipato al bando e che soddisfano i criteri di compatibilità urbanistica con la destinazione d’uso, la distanza di massimo 180 chilometri da Genova, la vicinanza massima di 10 chilometri con i caselli autostradali e con scali ferroviari o intermodali merci, ovvero Basaluzzo, Borghetto di Borbera, Casale Monferrato, Castelletto Monferrato, Castelnuovo Scrivia, Pozzolo Formigaro, Serravalle Scrivia, Silvano d’Orba, Tortona, Asti, Villanova d’Asti e Mondovì.

Ad annunciarlo il presidente della Regione Alberto Cirio, gli assessori alle Infrastrutture Marco Gabusi e alla Semplificazione Maurizio Marrone, insieme alla amministratrice delegata di RFI Vera Fiorani e al commissario straordinario di Governo per la Torino Lione e per il Terzo Valico Calogero Mauceri.

«Il Piemonte – ha sostenuto Cirio – si trova all’intersezione dei due grandi futuri assi ferroviari europei Genova-Rotterdam e Corridoio del Mediterraneo e può contare su un know how straordinario: per questo lo consideriamo il vero e proprio cuore logistico dell’Europa. Crediamo in un rilancio del Nord-Ovest basato sulla logistica e vogliamo essere il motore propulsore di questo processo. Una grande rivincita, che porterà sviluppo e posti di lavoro. Vogliamo che questa opportunità coinvolga più territori possibile come retroporto di Genova, e per questo abbiamo adottato un metodo estremamente inclusivo. Ci aspettiamo una risposta per la prossima primavera».

L’opportunità è frutto di un emendamento al Decreto Genova del 2018, che individua le aree logistiche a supporto del porto ligure, per le quali le Regioni possono definire ulteriori siti retroportuali da proporre per l’inserimento nella Zona Logistica Semplificata ZLS ‘Porto e retroporto di Genova’. La ZLS è particolarmente interessante per gli investitori poiché offre regimi autorizzativi burocratici facilitati e, in prospettiva, eventuali agevolazioni fiscali per le aree che abbiano un nesso funzionale con il porto.

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«Abbiamo voluto – ha precisato Gabusi – ampliare la platea dei siti candidati, e abbiamo perciò scelto di lanciare un bando a cui hanno aderito numerosi Comuni. Aumentare i siti piemontesi della ZLS significa attrarre investimenti e aziende che possono contribuire allo sviluppo. Come sempre abbiamo messo al centro il territorio e siamo felici di poter dire che siamo i primi in Italia ad esserci dotati di un metodo così inclusivo per dare la possibilità a chi ha il potenziale di rientrare all’interno della Zona Logistica Semplificata, che darà a quelle aree dei poteri in più e dei vincoli burocratici in meno, utili per gestire le novità che arriveranno».

L’assessore Marrone ha aggiunto che «oltre alle misure di semplificazione attivabili automaticamente, la Regione intende introdurre tutte quelle che il commissario Mauceri ci segnalerà opportune per l’avanzamento efficiente dei lavori della Torino-Lione» e che «l’inserimento dell’interporto Sito nella ZLS chiarisce la volontà politica di ribadire la necessità di collegare lo snodo logistico del capoluogo nel futuro tracciato nazionale della Tav a beneficio di tutto il Piemonte».

Vera Fiorani ha ribadito che «Novara Boschetto e Torino Orbassano sono per RFI due poli strategici in coerenza con la politica di trasferimento modale per una rete sempre più connessa, capillare e sostenibile» e Calogero Mauceri ha ricordato che «la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova prosegue spedita e tutti stiamo lavorando affinché possa concludersi entro il dicembre del 2024» e che «sulla tratta italiana della Torino-Lione nel mese di marzo inizierà la progettazione definitiva della variante Avigliana-Orbassano e che con 13 milioni di euro si procederà a potenziare anche lo scalo merci, dove entro l’anno si prevede l’avvio dei lavori di ampliamento della capacità dei binari per i container».

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